Lavori Pubblici

Europa, «basta con l'austerità»: il decalogo dei costruttori per tornare a crescere

Mauro Salerno

Le proposte dell'Ance ai candidati alle Europee. E sull'Expo il presidente Buzzetti chiede di chiudere una volta per tutte la stagione delle emergenze

«Basta con il tetto del 3%: una gabbia che in Europa abbiamo seguito soltanto noi». Volendo sintetizzare al massimo in queste parole pronunciate dal presidente dell'Ance Paolo Buzzetti c'è il "succo" delle richieste che i costruttori italiani ripetono da tempo e che stamattina hanno ribadito con forza ai capolista di tutti gli schieramenti invitati a presentare i loro programmi alle imprese edili. «La politica dell'austerità seguita pervicacemente in Europa - ha detto Buzzetti - è stata per noi la tempesta perfetta. Ha riportato il settore indietro di 30 anni, causando la perdita di oltre 740mila posti di lavoro. Per questo - ha premesso Buzzetti - per noi questo appuntamento elettorale è di importanza strategica».

Le richieste dei costruttori sono sintetizzate in un "decalogo" che articola le «10 proposte per tornare a crescere». Al primo punto c'è l'inversione della politica di rigore di bilancio che ha ridotto in tutta Europa la spesa per investimenti, passata dal 2,8% del 2009 al 2,1% del 2013 in Europa e crollata dal 2,5% all',8% nello stesso periodo in Italia. Golden rule sugli investimenti in infrastrutture, difesa del territorio, addio al fiscal compact e riforma del patto di stabilità interno sono le tre misure chiave sollecitate dall'Ance per ridare benzina ai cantieri. Il modello guarda a obiettivi più generali con la realizzazione di reti europee e nodi urbane ma anche infrastrutture per la «qualità della vita»: quindi difesa del suolo, manutenzione delle scuole, housing sociale, banda larga. Al terzo punto c'è il rilancio del credito per imprese e le famiglie (-60% i finanziamenti per le abitazioni, anche se nei primi mesi del 2014 la tendenza al ribasso sembra essersi interrotta). Poi la richiesta di rendere pienamente operativa la direttiva europea sui pagamenti della Pa, mentre restano da pagare ancora 10 miliardi alle imprese di costruzione. E temi che sono anche di casa nostra come la riduzione del cuneo fiscale, la semplificazioine normativa, la promozione di politiche per l'efficienza energetica e per la riqualificazione delle città. «Abbiamo ottenuto con fatica un piano per le città - ha sottolineato Buzzetti, riferendosi al piano varato dal Governo Monti che stenta ancora a decollare - ma invidiamo molto ai francesi il loro ministero dedicato alle politiche urbane». Infine non mancano le richieste di una maggiore armonizzazione della normativa tributaria europea e il riferimento agli appalti in house delle concessionarie autostradali, «che avendo ottenuto le concessioni senza gara dovrebbero appaltare tutte le opere, non solo il 60%», con bando europeo.

Expo. In giornate come questa impossibile evitare l'argomento Expo, con l'appello a dire basta con la stagione dell'urgenza. «Ora non ci resta che attendere il corso delle indagini - ha commentato il presidente dei costruttori -. Ma dobbiamo imparare a seguire le procedure ordinarie come è accaduto con Il Giubileo e le Olimpiadi di Torino. Senza perdere tempo all'inizio e poi correre con i bandi chiedendo alle imprese di recuperare gli anni perduti. Questo sistema danneggia per prima l'immagine delle imprese». Per Buzzetti non è il momento di riformare drasticamente ma di applicare, con qualche piccolo correttivo, le leggi che già ci sono rafforzando i controlli «che ora sono quasi inesistenti se non sulle carte». Tra le modifiche il presidente cita l'aggiudicazione basata sulla media degli sconti. E per superare il rischio di turbativa d'asta nelle gare basate sul prezzo, l'estrazione a sorte dei commissari di gara da liste regionali.







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