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Social housing, piano a New York da 41 miliardi di dollari in dieci anni - Il testo

A.A.

Annuncio del sindaco Bill de Blasio: saranno realizzate 200mila abitazioni per famiglie a basso reddito, utilizzando fondi comunali (8,2 miliardi), federali (2,9) e privati (30)

Il sindaco di New York Bill de Blasio ha annunciato ieri il suo piano di edilizia pubblica, che punta a creare 200.000 nuove unità abitative per cittadini di medio o basso reddito (di cui il 60% da ristrutturazione di edifici esistenti e il 40% da nuove costruzioni).

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Il progetto, che dovrebbe durare dieci anni e coinvolge tutti e cinque i boroughs (Manhattan, Queens,Brooklyn, Staten Island e Bronx) sarà strutturato in più fasi e potrebbe cambiare radicalmente il volto della metropoli: in tutto saranno infatti investiti 41,1 miliardi di dollari tra fondi federali (2,9 miliardi), della città (8,2 miliardi) e finanziamenti privati (30 miliardi).
Il piano stima la creazione di 194mila posti di lavoro per la costruzione, e 7.100 posti di lavoro permanenti.
Il sindaco de Blasio conta con questo piano di quadruplicare i cittadini newyorkesi beneficiari (media ultimi 12 anni) di edilizia sociale del comune.
Il piano contiene uno studio sulle fasce di reddito dei cittadini di New York, in rapporto ai canoni di mercato per alloggi in locazione, quartiere per quartiere. Su questa base si prevede di individuare aree/immobili da ristrutturare su cui realizzare alloggi con diverse fasce di canone agevolato, tarati su diverse fasce di reddito delle famiglie: il mix chiave dovrebbe essere (si legge) il 20% di alloggi per cittadini a reddito molto basso e estremamente basso (definitivi da certe face di rapporto affitto di mercato-reddito), il 58% per fasce di reddito basso, l'11% per fasce di reddito moderato e l'11% per fasce di reddito medie.
Si punta prevalentemente su progetti realizzati da privati, grazie ai contributi pubblici stanziati da Comune e Stato federale (circa il 27%) del totale. Il piano de Blasio dice di puntare molto su progetti di scala locale realizzati da società no profit, ma annuncia anche un profondo rinnovamento della normativa urbanistica per alleggerire le prescrizioni dello zoning e sui parcheggi e per velocizzare le procedure approvative, e anche per facilitare il trasferimento dei diritti edificatori tra un'area e un'altra.

«Stiamo vivendo una crisi di accessibilità, una dolorosa realtà in cui sempre più newyorchesi spendono troppo denaro per pagare il loro affitto», ha detto de Blasio che per presentare il piano
ha scelto due luoghi simbolo dello sviluppo recente di New York: Fort Greene, Brooklyn, uno dei quartieri che più ha cambiato volto negli ultimi anni, e il Bronx, dove il 30% dei cittadini
vive sotto il livello di povertà.
Il sindaco democratico, alla guida di New York dallo scorso gennaio, ha fatto delle politiche sociali uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale, e molti sostenitori aspettavano
da tempo una svolta rispetto al solco tracciato in 12 anni da Michael Bloomberg, periodo nel quale i prezzi degli appartamenti sono saliti alle stelle.

Ma quella di de Blasio non sarà una battaglia semplice: dovrà infatti affrontare anche le resistenze dell'establishment finanziario e del potente Real Estate Board of New York, che unisce agenti e imprenditori immobiliari. Dalla sua parte il sindaco ha i numeri che descrivono questa sproporzione: tra il 2005 e il 2012 gli stipendi sono aumentati in media del 2%
mentre il costo degli affitti è cresciuto del 11%, come rivelano i dati di una analisi della New York University.


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