Lavori Pubblici

Pietro Salini: «Abbiamo iniziato l'attività di cessione di Todini»

Al. Le.

«Abbiamo iniziato l'attività di cessione di Todini e abbiamo ricevuto diverse manifestazioni di interesse nazionali e internazionali». Lo ha detto l'amministratore delegato di Salini Impregilo, Pietro Salini, al termine dell'assemblea degli azionisti. «Il nostro progetto - ha detto l'a.d.
- prevede la cessione entro l'anno e riteniamo di poter cogliere l'obiettivo». A chi gli chiedeva una stima del valore della cessione di Todini, controllata all'89%, Salini ha risposto: «In ottica prudenziale puntiamo almeno a recuperare il nostro investimento senza minusvalenze».

Salini, che si è detto «molto soddisfatto» per l'andamento dei primi 4 mesi dell'anno, ha confermato nel corso dell'assemblea che il gruppo si focalizzerà sempre più nei settori degli impianti idroelettrici e delle metropolitane e ferrovie, ottica in cui si inserisce la vendita di Todini. In particolare, nel settore metropolitane Salini Impregilo punta a diventare «il numero uno mondiale». In questo settore « vorremmo crescere negli Stati Uniti - ha spiegato l'a.d. - ci sono tante opportunità che ci vedono protagonisti. Mi aspetto delle risposte positive nei prossimi mesi, siamo alla fine della pipeline di diverse attività». L'Australia, ha aggiunto, «è un altro dei mercati in cui vogliamo crescere in modo importante».

Salini ha ricordato che ieri è stato firmato il contratto, già aggiudicato, per la metropolitana di Lima. Quello delle metropolitane, ha aggiunto, «è un segmento in grande crescita che ci darà buone soddisfazioni in futuro. Abbiamo progetti in tre continenti diversi». Per quanto riguarda invece la Libia, Salini ha sottolineato che sia Salini che Impregilo hanno una lunga tradizione di
presenza nel Paese.

«Oggi - ha detto - il Paese vive una stagione di grandi cambiamenti. Alcuni punti non garantiscono la sicurezza. Attualmente stiamo lavorando all'aeroporto di Al Kufra (in cui Salini si sta occupando delle opere di ammodernamento dello scalo), ma in altre zone non c'é la possibilità di avere garantita la sicurezza per l'operatività». Mentre per l'Autostrada del Mediterraneo, sempre in Libia, «stiamo procedendo a fare quello che serve per iniziare l'attività».


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