Lavori Pubblici

Se il fisco si fa sviluppo

Giorgio Santilli

Gli interventi per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico nelle abitazioni stanno vivendo un vero e proprio boom, oltre ogni previsione, grazie soprattutto ai crediti d'imposta Irpef potenziati, rispettivamente al 50% e al 65%

Il bonus per recupero edilizio e risparmio energetico non è ancora una politica organica di crescita, ma il suo successo dimostra che il fisco, quando parla un linguaggio amico, convince le famiglie e crea sviluppo.

Uno strumento fiscale che è subito entrato in sintonia con le famiglie se è vero che le domande sono state nel tempo, dal 1998 al 2013, una marea, un milione e 830mila. Uno strumento che accresce ancora oggi questa sintonia a tassi incredibili del 15% nel 2013 e addirittura del 50% nei primi mesi del 2014: conferma che funziona anche l'allargamento dell'agevolazione all'acquisto di mobili ed elettrodomestici. Uno strumento, infine, le cui potenzialità straordinarie sono tutte da verificare, con un enorme patrimonio edilizio vetusto da recuperare e mettere in sicurezza e il mercato della riqualificazione che ormai supera il 60% dell'intero mercato edilizio.
Se la popolarità del bonus ci racconta che il «fisco amico» crea sviluppo, il governo deve sapere che questa è un'occasione da non perdere. Bisogna mettersi con le vele al vento e stabilizzare il credito d'imposta agli attuali livelli per gli anni futuri. Bisogna dare un segnale chiaro che la riqualificazione del patrimonio edilizio e il risparmio energetico sono due driver di sviluppo dell'economia italiana.

La stabilizzazione del bonus sarebbe un segnale chiaro all'intera edilizia sulle direttrici di sviluppo da seguire: la ripresa del settore delle costruzioni sarebbe più solida e andrebbe incontro al futuro anziché rimpiangere il passato. Se poi il bonus venisse allargato alle altre grandi urgenze del patrimonio edilizio nazionale - messa in sicurezza degli edifici, consolidamento antisismico, demolizione e ricostruzione in scala urbana - ci sarebbe da aspettarsi un'ulteriore impennata nel suo uso. Perché ci sono investimenti impegnativi per singoli e condomìni che richiedono tempi lunghi di intervento e non possono essere programmati a breve.

Si metterebbero così le basi per trasformare un incentivo in una politica organica, come chiede da tempo il presidente della commissione Ambiente, il renziano Ermete Realacci. Una politica per fare della riqualificazione edilizia di qualità e del risparmio energetico il perno per un nuovo sviluppo italiano.


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