Lavori Pubblici

Veneto, 304 costruttori falliti nel 2013. Produzione giù (-2,5%) anche quest'anno

Franco Tanel

Dal 2007 un calo degli investimenti (reale) del 35% - Nessun impegno del sottosegretario all'Ambiente Barbara Degani sulla proposta di esentare alcuni tipi di investimenti dal Patto di stabilità interno

C'è un dato tra quelli resi noti oggi da Ance in occasione della presentazione del XII rapporto congiunturale sull'industria delle costruzioni in Veneto che colpisce come un pugno nello stomaco. Nel 2013 in Veneto, ogni giorno, escluse le domeniche, è fallita una impresa di costruzioni. Il consuntivo è impressionante: 304 fallimenti con un incremento del 17% rispetto al 2012. E di conseguenza altri 19 mila lavoratori hanno perso il posto di lavoro.
L'anno scorso l'industria delle costruzioni in Veneto è andata anche peggio del previsto, con un calo di investimenti del 6,6% pari a circa 600 milioni; la ripresa degli investimenti non ci sarà neppure nel 2014, che secondo il Centro Studi di Ance registrerà un'ulteriore contrazione del 2,4%. La crisi in Veneto è iniziata nel 2007 e da allora il settore ha perso il 35% del volume di affari per un valore di circa 7,4 miliardi di euro pari al 5% del Pil regionale.

Per il presidente di Ance Veneto, Luigi Schiavo, però, il crollo che rischia di cancellare per sempre un intero comparto produttivo non è frutto solo della congiuntura economica ma anche delle scelte miopi e irresponsabili di politica economica che si sono susseguite negli ultimi decenni. Non è possibile tacere, secondo Schiavo, che dal 1990 le risorse destinate a nuove infrastrutture sono crollate del 61,2% mentre la spesa per la gestione degli enti locali è cresciuta del 30%. «E' chiaro che questa situazione avrà effetti anche nei prossimi anni- afferma Schiavo- e noi dobbiamo e dovremo confrontarci con un nuovo mercato». Una certezza che viene anche da alcuni altri dati emersi nel corso della presentazione.
Nonostante gli istituti di credito neghino il "credit crunch", in Veneto i finanziamenti erogati dalle banche per le nuove costruzioni sono calati tra il 2007 e il 2013 del 71% nel residenziale e del 77,5% nel non residenziale. L'impegno nell'erogazione dei mutui alle famiglie è sceso, sempre in Veneto, del 65%.

Ecco quindi che è necessario guardare al mercato analizzando nuove necessità. E Ance Veneto oltre al mercato delle ristrutturazioni che nel 2013 è cresciuto del 3% guarda anche alla opere di salvaguardia del territorio, all'edilizia scolastica e alla riqualificazione urbana. Proprio per questo alla presentazioni erano presenti, tra gli altri, il sottosegretario al Ministero dell'Ambiente Barbara Degani e l'Assessore all'Ambiente della Regione Veneto Maurizio Conte ai quali Antonio Gennari Direttore del Centro Studi di Ance ha posto alcuni precisi quesiti: è possibile immaginare un ritorno a politiche ordinarie di manutenzione del territorio che superino la logica emergenziale degli ultimi anni? E ancora, alla luce dei risultati oggettivamente deludenti della gestioni commissariali delle emergenze non è il caso di chiarire le responsabilità e definire i ruoli? E infine non è possibile immaginare che almeno le spese per investimenti nella manutenzione del territorio e nell'edilizia scolastica siano poste fuori dal patto di stabilità?

Deludenti, per i costruttori, le risposte sia del sottosegretario Degani che dell'Assessore Conte, più impegnati a sottolineare le cose buone fatte che a offrire soluzioni ai problemi emersi. Per il sottosegretario Degani bisogna pensare ad un Ministero dell'Ambiente che sia meno organo che pone divieti e vincoli e che guardi più alle necessità dei suoi interlocutori. Sullo sforamento del Patto di Stabilità per Degani «non si può pensare che (il Governo) possa dire di sì sia sulla scuola che sulla manutenzione del territorio» e invita gli enti locali a esprimere una proposta unitaria, senza però promettere nulla.

Dal suo punto di vista l'Assessore Conte ha sottolineato come la Regione si sia dotata di un fondo di rotazione per accelerare la progettazione degli interventi di salvaguardia del territorio individuati dopo l'alluvione del 2010 ma ha spiegato come anche a causa del mancato trasferimento dei fondi statali solo una piccola parte dei lavori è partita. Ed in effetti a distanza di quattro anni dall'Accordo di Programma tra Regione e Ministro del 2010 che prevede 46 interventi per un valore di 45 milioni di euro, ad oggi, nessuna opera risulta completata e sono in corso lavori solo per un valore complessivo pari al 3% dei progetti. Non sarà colpa della Regione, forse neppure del Ministero ma certamente è una situazione insostenibile che secondo il presidente di Ance Veneto deve essere superata e che dà bene l'idea di come anche a fronte di risorse disponibili nella realtà tutto rimanga drammaticamente bloccato.


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