Lavori Pubblici

Efficienza energetica e recupero urbano, le proposte della Fillea per risvegliare l'edilizia dal coma

Giuseppe Latour

Al via il convegno di due giorni organizzato da Fillea-Cgil. Al centro dei lavori la situazione delle costruzioni e le soluzioni per far uscire dal tunnel il settore

Stop al consumo di suolo, più attenzione al recupero degli immobili dismessi, investimenti sulla casa, efficienza energetica, prevenzione sismica e legalità. Sono queste le parole chiave del Congresso nazionale di Fillea Cgil, in programma per mercoledì e giovedì a Roma, lanciato oggi dal sindacato degli edili. Un'occasione per fotografare lo stato comatoso del settore, a circa sei anni dall'inizio della crisi.

Il congresso Fillea, tutto il materiale

Per fare il punto della situazione occupazionale, Fillea utilizza i dati della Cnce, confrontando il 2008 con il 2013. In questi anni è stato perso il 30% di investimenti in costruzioni, il numero degli occupati è sceso di 480mila unità (745mila se consideriamo tutta la filiera), il numero di ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni è triplicato. I fallimenti, per completare il quadro, sono stati 12.600 dal 2009, il 23% di tutti quelli registrati in Italia. Segno che le costruzioni sono state al centro del ciclone.

Leggendo questi dati in controluce, da Fillea fanno notare, anzitutto, un «calo degli occupati nelle costruzioni a partire dal 2008, in progressiva accelerazione a partire dal 2010. Il calo più significativo riguarda il Mezzogiorno (-31,9% dal 2008 al 2013)». Un fenomeno che si accompagna a un incremento del precariato. «Diminuisce in modo molto consistente il personale a tempo pieno, e aumenta il tempo parziale. In quest'ultima tendenza si può rintracciare un tentativo di eludere parzialmente gli obblighi contributivi». Infine, riguardo al profilo professionale, «nel 2013 meno della metà degli occupati erano operai, un altro terzo lavoratori in proprio. Gli impiegati arrivano quasi al 10%. L'occupazione richiesta dalle imprese è ormai prevalentemente a tempo determinato».

In questo quadro, da Fillea arriva un invito a «cogliere la sfida del nuovo ciclo edilizio», più orientato sul recupero e la riqualificazione rispetto al passato: nel 2013 il 65% degli investimenti in costruzioni sono stati rivolti al patrimonio esistente. Secondo il sindacato, allora, bisogna «coniugare innovazione tecnologica e sviluppo imprenditoriale, indirizzare la transizione verso la regolarità, la legalità, la qualificazione del mercato e dell'impresa, massimizzare i benefici per i lavoratori. Cogliere l'opportunità del nuovo ciclo per industrializzare le costruzioni».

Nel corso della due giorni ci sarà, ovviamente, l'intervento del segretario generale di Fillea Walter Schiavella, oltre al saluto degli altri due segretari generali di Filca Cisl e Feneal Uil, Domenico Pesenti e Vito Panzarella. Ai lavori parteciperanno anche il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e il sindaco di Bari Michele Emiliano. E le conclusioni saranno affidate al segretario generale della Cgil Susanna Camusso.

Per chiudere, una nota polemica viene dedicata al Ccnl degli edili, scaduto ormai a dicembre del 2012. «Da parte di Ance e Coop – spiegano da Fillea - c'è stata prima una proposta di rinnovo a zero lire e cancellazione dell'Ape (anzianità professionale edile, che corrisponde a circa una mensilità) poi una proposta di aumento di 60 euro, ma facendo slittare la prima tranche al 2015, che vorrebbe dire lasciare i lavoratori senza aumento per due anni». Adesso non è più possibile rimandare. «È ora che il confronto si chiuda rapidamente concentrandosi sui punti chiave (riforma enti, Ape, salario). Lo diciamo con chiarezza: vogliamo fare la nostra parte, vogliamo trovare soluzioni adeguate e innovative ma non è più possibile attendere».


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