Lavori Pubblici

Sulla Torino-Lione sperimentato il piano per i monitoraggi ambientali

Maria Chiara Voci

Ancora una volta, la Torino-Lione diventa il campo di sperimentazione per una procedura che – se funzionerà – potrà essere estesa ad altre opere pubbliche. Parliamo del piano per i monitoraggi ambientali dell'opera: un delicato equilibrio di protocolli e verifiche che mette insieme i rilievi effettuati da Ltf, la società che gestisce la fase di studio della Torino-Lione, l'Arpa piemontese e l'Ispra, l'Istituto superiore per la protezione ambientale.

Il sistema di gestione ambientale è stato presentato in Prefettura, a Torino, al termine della riunione dell'Osservatorio tecnico sull'infrastruttura. Al momento le verifiche - già in campo – sono quelle condotte intorno al cantiere del cunicolo esplorativo di Chiomonte. Ma, in futuro, lo stesso meccanismo sarà replicato anche per la realizzazione del tunnel di base transfrontaliero. E, forse, per altre grandi infrastrutture in Italia.

«Il principale obiettivo che abbiamo raggiunto – spiega Mario Virano, presidente dell'Osservatorio – è aver creato un linguaggio comune fra tutti gli enti incaricati delle rilevazioni. Ciò permette un continuo confronto sui dati. Senza incorrere nel rischio che i parametri non siano confrontabili fra loro». A vigilare sulla sicurezza e prevenzione dei rischi in tema di tutela dell'aria, dell'acqua, della terra e della salute in generale è innanzitutto la stessa Ltf che, a Chiomonte, ha installato 66 stazioni di rilevazione, di cui 26 interne al cantiere e 40 entro un raggio di 15 chilometri. Da parte sua l'Arpa (che per le prescrizioni della delibera Cipe sulla Maddalena dovrebbe svolgere solo un lavoro di doppia verifica sull'amianto) ha deciso di estendere l'azione di controllo puntuale anche alle verifiche su acqua, terre e rocce da scavo, aria, vibrazioni, radiazioni. Effettuando anche controlli a campione.

«Tutti i parametri sui dati fino ad ora raccolti non hanno evidenziato situazioni di rischio – spiega Angelo Robotto, direttore generale dell'Arpa Piemonte -. Ciò non significa che non ci siano state criticità. Ma grazie a un intervento sollecito siamo sempre riusciti a risolverle». Alcuni problemi sono, ad esempio, emersi sul monitoraggio dei valori di arsenico, poi rientrati nella norma o sulla moria di alcuni pesci in una pozza del torrente Clarea. Episodi che hanno fatto scattare l'allarme e che si sono risolti dopo le opportune verifiche. Nessuna anomalia riguarda, invece, le verifiche sulle vibrazioni prodotte dal cantiere o sull'amianto: i livelli sono sempre stati al di sotto della soglia fissata dall''Oms di una fibra al litro.

Così anche le pm10, rilevate nel mese di febbraio, erano tutte nella media del periodo. «Avere un sistema di monitoraggio ambientale – afferma, ancora, Maurizio Bufalini, nella veste di neo direttore di Ltf, incarico che ricopre da alcuni giorni – significa sapere come agire in caso di bisogno. Essendo ben consapevoli che quello che stiamo scavando è un tunnel geognostico. Serve a esplorare i terreni. Ed è dunque normale che possano verificarsi imprevisti. di fronte ai quali l'importante è essere preparati e reagire».


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