Lavori Pubblici

Corte conti: troppi debiti nascosti nei bilanci degli enti - Ance: serve una soluzione rapida

M.Fr.

Si aggrava il fenomeno che porta gli enti pubblici a nascondere nei bilanci i loro debiti. Lo ha detto il presidente della sezione autonomie della Corte dei Conti, Mario Falcucci, in un'audizione alla Camera

«Si è venuto aggravando il fenomeno negativo di amministrazioni pubbliche che, impegnate a esporre bilanci formalmente in ordine, hanno consentito la lievitazione anomala di rischi di debiti
occulti e ritardi crescenti» nei pagamenti verso le imprese. Lo segnala il presidente della sezione autonomie della Corte dei Conti, Mario Falcucci, alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera in un'audizione sul Dl enti locali. «La questione dei debiti sembra oggi avviata a una soluzione», tuttavia, fa rilevare la magistratura contabile, «si è di fronte a somme impegnate creando spazi fittizi di competenza grazie alla sopravvalutazione delle previsioni di entrata e della abnorme dilatazione della massa dei residui attivi».

«Nell'ultimo biennio, i debiti fuori bilancio contratti dagli enti locali sono aumentati notevolmente: da 20,8 a 62,6 milioni nelle Province e da 265 a 688,6 nei Comuni», ha riferito Falcucci.

«Tale consistente massa di debiti - ha spiegato il magistrato - non compare nelle scritture contabili e mette in luce importanti criticità nella gestione dei bilanci». «Il fenomeno dei debiti fuori bilancio, contratti ma non ancora riconosciuti - ha concluso Falcucci - da indizio di patologia nella gestione dei bilanci degli enti locali sembrano rientrare ormai nella fisiologia».

Ance: giusto fare chiarezza ma non rimandare la soluzione
«Bene fa oggi la Corte dei Conti a sottolineare il problema che come imprese di costruzione abbiamo pagato caro sulla nostra pelle: pur di tenere i conti in ordine, un ordine puramente fittizio e formale, si è fatto finta di non avere debiti accumulati». Lo dichiara il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, in una nota, parlando di «una situazione che finalmente ora é emersa ma che rischia di non essere risolta in tempi brevi soprattutto per quella parte dello stock dei debiti in conto capitale; gli investimenti per intenderci, che vengono iscritti a bilancio solo quando sono pagati e non quando c'è l'impegno formale dell'amministrazione a realizzare il lavoro».

Per Buzzetti «questo vuol dire che migliaia di imprese sono state fatte fallire per non far fallire le
amministrazioni». Bene, aggiunge, «fa il Governo a considerare i pagamenti tra le priorità della sua azione, ma desta preoccupazione lo strumento prescelto. Il disegno di legge invece del decreto e la soluzione che si sta profilando con il coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti
sembrerebbe rinviare nel tempo i pagamenti per le opere pubbliche che, impattando sul deficit, potranno essere saldati solo attraverso un allentamento del Patto di stabilità interno».

La Tasi? È una patrimoniale
«La Tasi si configura prevalentemente come una tassa patrimoniale», ha detto inoltre Falcucci nel corso della sua audizione parlando in particolare del decreto "Salva Roma". Analizzando il decreto Falcucci ha spiegato che «la Tasi doveva essere una service tax che negli altri paesi europei incide sugli occupanti, ma è una cosa diversa perché la base imponibile è il valore catastale dell'immobile e il contribuente è di fatto quasi solo il proprietario».


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