Lavori Pubblici

Salini Impregilo punta a 7 miliardi di ricavi e mette in vendita Todini

Alessandro Lerbini e Massimiliano Carbonaro

Il Cda di Salini Impregilo ha varato un piano industriale 2014-2017 con target ambiziosi «nonostante il perdurare di un contesto economico globale incerto». Il gruppo, stima al 2017 ricavi a 7 miliardi di euro (3,9 miliardi nel proforma consolidato 2013), l'ebitda a circa 800 milioni, ebit a circa 500 milioni, una media annuale di nuovi ordini pari a circa 7 miliardi di euro e una posizione finanziaria netta che registra un net cash di circa 500 milioni di euro.

«Con l'approvazione dei risultati di esercizio 2013 mettiamo un altro mattone nel nostro processo di crescita - ha commentato Pietro Salini, Ad del gruppo -. Crediamo che il percorso delineato dal piano industriale sia una buona opportunità per i nostri azionisti, e per questo guardiamo con fiducia al previsto aumento di capitale che, attraverso il ripristino del flottante, permetterà l'entrata nella compagine azionaria di Salini Impregilo di nuovi investitori, che insieme a noi parteciperanno alla creazione di valore che si accompagna al piano. Questo il nostro progetto per quel futuro che intendiamo costruire e condividere con tutti i nostri stakeholder e azionisti».

Il Cda ha approvato i risultati pro forma dell'esercizio 2013 che «non consolidano la Todini Costruzioni Generali Spa, la cui partecipazione è stata posta tra le attività detenute ai fini della vendita, in considerazione delle strategie del gruppo» che puntano al perseguimento di «sempre più efficienti allocazioni delle risorse» attraverso una costante ed elevata attenzione alle possibili ridefinizioni dell'assetto organizzato del gruppo stesso».
Lo specifica la stessa Salini Impregilo nella nota relativa ai dati 2013 del gruppo. La società, che dal primo gennaio 2014 ha incorporato la Salini spa, afferma di puntare alla creazione di un player globale nel settore delle infrastrutture complesse in grado di competere con i principali concorrenti internazionali, in termini di economie di scala, di dimensione e di complementarità geografica.


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