Lavori Pubblici

Rizzani, maxi-ospedale ad Algeri: «Il progetto sarà di Mario Cucinella»

Franco Tanel

Intervista a Claudio De Eccher: «Entro 90 giorni dovremo presentare il progetto e una proposta economica definitiva, anche per la gestione per 5 anni e la formazione del personale medico»

La voce di Claudio de Eccher, proprietario della friulana Rizzani de Eccher Spa, è forte e decisa, e lascia trasparire tutta la soddisfazione per la importantissima commessa appena ottenuta, in associazione con l'IOspedale San Raffaele di Milano: il nuovo Policlinico di Algeri (si veda il servizio ), per un valore di un miliardo di euro.
«Il Governo algerino ha un programma di sviluppo delle strutture sanitarie, e in particolare dei policlinici universitari davvero importante - spiega il titolare di una delle principali imprese di costruzioni italiane - volto a dare una risposta adeguata alle richieste, sempre più forti della popolazione».
Il piano governativo prevede la realizzazione di ben 10 policlinici universitari. «Sì, e in questi giorni sono state affidate le prime quattro commesse per altrettanti policlinici. Noi abbiamo partecipato in joint venture con l'Ospedale San Raffaele di Milano e ci siamo confrontati con altri 38 raggruppamenti di imprese provenienti da tutto il mondo. Tra gli italiani anche Astaldi, Bonatti e Cmb. E ci siamo aggiudicati il policlinico più importante, quello di Algeri, una struttura che negli studi di fattibilità sui quali abbiamo lavorato avrà circa 700 posti letto e una parte universitaria».

A differenza di quanto accade in Italia i tempi, in Algeria, sono davvero fulminei. «La settimana scorsa abbiamo saputo in via ufficiosa che eravamo i vincitori - racconta ancora de Eccher - lunedì c'è stata la cerimonia ufficiale alla quale hanno partecipato il ministro della sanità, le imprese che si sono aggiudicate i quattro ospedali e gli ambasciatori dei paesi di provenienza, oggi abbiamo potuto già fare un sopralluogo sull'area e organizzare i primi rilievi topografici e sondaggi; adesso abbiamo 90 giorni di tempo per sottoporre una proposta economica dettagliata».
Il valore complessivo dell'appalto e davvero ingente, si parla di un miliardo di euro, ma non è in questa fase perfettamente definibile. «Dobbiamo costruire il policlinico nel più breve tempo possibile ma anche gestirlo per i primi 5 anni - spiega de Eccher - Ecco perché abbiamo deciso di associarci con il San Raffaele, uno dei migliori ospedali italiani. Oltre alla gestione dobbiamo anche assicurare una assistenza oltre i cinque anni contrattuali, con l'obbiettivo di garantire formazione e trasferimento di know how agli algerini. Loro vogliono rapidamente raggiungere livelli di eccellenza e noi siamo in grado di formare i loro medici ad esempio nel campo della cardiochirurgia infantile. Detto questo molti aspetti del contratto sono ancora da definire ed è per questo che è difficile fare delle cifre. Ad esempio l'ospedale lo gestiamo noi, ma il personale lo pagheranno loro o noi? Ancora non è deciso, quindi le variabili sono davvero molte. Secondo i parametri la gestione di un ospedale di alto livello con quei posti letto può valere tra i 200 e i 300 milioni di euro l'anno... ma davvero è ancora prematuro parlare di cifre definitive».

Il gruppo di progettazione sarà guidato dall'architetto Mario Cucinella.

La Rizzani De Eccher è già presente in Algeria con due importanti commesse: il primo tronco della ferrovia Oued Tlelat -Tlemcen e la costruzione di una delle autostrade all'interno del programma per agevolare la comunicazione tra la costa mediterranea e l'interno del Paese.
Del resto negli ultimi anni la quota di lavori all'estero è sempre stata molto significativa. «Stiamo elaborando i dati di bilancio 2013 - conclude de Eccher - ma è presto per dare dei dati. Diciamo che abbiamo rinforzato il nostro portafoglio con importanti commesse all'estero, tra le quali una da 900 milioni in Russia. Certamente le attività fuori Italia hanno un peso significativo per noi, e nel passato hanno superato il 50%, ma l'anno scorso abbiamo lavorato parecchio anche in Italia, penso al progetto Citylife e alla sede di Intesa SanPaolo ad esempio per cui direi che abbia o chiuso l'anno con un certo equilibrio tra attività all'estero e in Italia».

Il 2012 si era chiuso con un fatturato di 423 milioni di euro, una quota di lavori all'estero pari al 50%, un utile di 6,8 milioni ed un portafoglio ordini di 1,7 miliardi di euro per il 71% all'estero.


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