Lavori Pubblici

Cooperative edilizie, sarà negativo anche il 2014 - Bene solo l'estero

Silvia Pieraccini

Il 2014 si è aperto con «perduranti aspettative negative» sia per ordini, che per fatturato e produzione per le cooperative di costruzioni aderenti a Legacoop (che fanno parte del grande comparto delle coop di produzione e lavoro, ieri in assemblea a Bologna). Al punto tale che l'indagine a campione fatta dall'associazione interpellando 96 coop del settore edile, prevede un andamento addirittura peggiore rispetto al deludente 2013: i saldi d'opinione tra chi nel primo semestre 2014 indica aumenti, stazionarietà o cali dei principali indicatori economici (rispetto al secondo semestre 2013) hanno tutti davanti il segno meno.

Se il 2014 s'annuncia difficile, il 2013 che è alle spalle mostra tanti segnali di difficoltà. Le stime sulla chiusura d'anno indicano una ulteriore diminuzione dell'utile del 15,1%; in calo anche i volumi di produzione (-4,7%), il fatturato totale (-4,5%) e il portafoglio ordini (-17,5%). Ulteriore contrazione per il prestito sociale, addirittura del 22%. La riduzione dell'occupazione è contenuta al -0,9% Gli unici andamanti positivi arrivano da oltreconfine, visto che il fatturato estero delle coop di costruzione è salito del 15,5% segnando una performance mai raggiunta prima; e dalla redditività operativa caratteristica, cresciuta del 6,2%. La linea di sviluppo dunque è segnata, e dovrà necessariamente guardare ai mercati esteri.

Risultati poco confortanti sul fronte dei pagamenti delle stazioni appaltanti pubbliche nei confronti delle cooperative di costruzioni: il decreto "sblocca-crediti" dell'aprile 2013 ha portato a una regolarizzazione dei pagamenti solo per il 16,1% delle coop, mentre l'83,9% non ha riscontrato miglioramenti rispetto alla situazione precedente (in cui meno di un terzo dei pagamenti erano puntuali). La quota di pagamenti che supera i 120 giorni di ritardo rimane elevata, pari al 41% nel 2013. Riguardo alle dimensioni aziendali, l'indagine Legacoop indica una maggiore sofferenza delle medie dimensioni, e non più delle grandi. A complicare il quadro sono gli investimenti nelle nuove costruzioni, previsti dal Cresme ancora in discesa nel 2014 (-3,4%), e i bandi pubblici che, secondo i dati forniti da Ccc, sono scesi del 6,7% in numero nel 2013, e del 2,3% in valore, toccando così nuovi record negativi.


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