Lavori Pubblici

Napoli-Bari, oltre un anno di blocco per la crisi Rabbiosi - A fine anno il bando

Alessandro Arona

Cantiere della Bovino-Cervaro (153 milioni) fermo da maggio per le difficoltà della società del Gruppo Impresa: contratto rescisso a febbraio, solo a ottobre il bando per affidare i lavori residui

I lavori per la ferrovia Napoli-Bari, nello specifico il raddoppio della linea Caserta-Foggia nel tratto Cervaro-Bovino, avviati nel 2006 (contratto dell'11 ottobre 2005) e fermi dal maggio scorso a causa della crisi dell'impresa Rabbiosi Spa (Gruppo Impresa Spa, finita in amministrazione controllata a luglio ), 153 milioni di euro di valore complessivo e un centinaio di milioni per completarli, non potranno ripartire prima della fine del 2014.

Questo nonostante il ministro Maurizio Lupi abbia convocato sul tema una «task force, come è avvenuto per quelle opere, con il compito di riunire tutte le competenze di Ministeri, Regioni, istituzioni, Ferrovie per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori e tentare di sbloccarli».

Il contratto con la Rabbiosi è stato rescisso nel febbraio scorso (si veda il servizio sulla vicenda ), e Rfi ci metterà alcuni mesi per esaminare lo stato dell'arte del cantiere abbandonato, effettuare i lavori urgenti di messa in sicurezza del sito di cantiere e della viabilità intrerferente (in pochi giorni i primi affidamenti), e per elaborare il nuovo progetto esecutivo per il completamento. Il bando sarà probabilmente pubblicato dopo l'estate, per un valore di 60 milioni di euro.
A causa tuttavia dell'aumento dei prezzi dal 2005, questo finanziamento residuo a oggi disponile (60 milioni, a fronte dei 93 milioni già spesi su 153) consentirà di realizzare la nuova linea su uno solo dei due binari previsti, mentre per l'altro binario si dovrà aspettare di reperire altri finanziamenti (per ora non esistono stime di quanto sarà questo extra costo,si può stimare almeno 50 milioni di euro).

In ogni caso Rfi ha rescisso il contratto in danno, per inadempienza della Rabbiosi: saranno dunque escusse le fideiusssioni, e Rfi ha chiesto anche i danni per il blocco dei cantieri dal maggio scorso (i ritardi hanno fatto scattare le penali contrattuali, per oltre il 10% del valore del contratto), per cui non è escluso che tali risorse possano essere reperite dalla stessa Rabbiosi (che nel frattempo, il 4 dicembre, è entrata in amministrazione straordinaria).


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