Lavori Pubblici

Sergio Santoro (Autorità sui lavori pubblici): «Abbiamo ridotto il contenzioso sulle gare»

Mauro Salerno

Intervista a Sergio Santoro, presidente dell'Autorità di vigilanza sugli appalti pubblici : Non siamo un costo per le imprese - Le Soa sono passate da 67 a 27

La premessa è: nessuna polemica con il ministro delle Infrastrutture. Ma è chiaro che al presidente dell'Autorità dei contratti pubblici Sergio Santoro l'idea di un ridimensionamento sotto il cappello di Porta Pia non piace per niente. Ed è di questo che si parla in questi giorni. Con la seconda fase dell'inchiesta della Procura di Roma sui falsi certificati negli appalti e la presa di posizione del ministro Lupi, che in un'intervista a questo giornale ha "soppesato" costi e funzioni dell'organo di vigilanza, facendo intendere chiaramente da che parte pende la bilancia di Porta Pia.

«Costiamo circa 50 milioni all'anno - dice Santoro - finanziati con la tassa sulle gare. Non costiamo nulla allo Stato e finora abbiamo finanziato le altre Autorità. Vorrei peraltro sottolineare che i lavori pubblici, ciò che per intenderci fa capo alle Infrastrutture, sono una quota minoritaria della nostra attività: vigiliamo su un mercato di 120 miliardi fatto per il 75% di servizi e forniture e solo per il 20% di opere pubbliche».

L'obiezione però è che costate troppo alle imprese non allo Stato: a fronte di un'attività che potrebbe essere svolta in altro modo con spese minori.
Forse non si valuta bene ciò che facciamo. Svolgiamo attività di precontenzioso, cioè componiamo le liti tra imprese e Pa prima che finiscano nei Tribunali. Rilasciamo, gratis, circa 350 pareri all'anno quando il contributo per i ricorsi può costare fino a 8mila euro a causa: questo è un costo o un risparmio? Preveniamo il contenzioso anche con l'attività di regolazione (224 delibere negli ultimi due anni). E poi c'è la vigilanza sulle irregolarità in gara o cantiere: riceviamo circa 700 segnalazioni all'anno e le trattiamo tutte. Dai casi più piccoli ai più grandi come Tav, Pedemontana, Mose, People Mover di Bologna. Senza contare che se esiste la tracciabilità finanziaria negli appalti si deve a noi.

Avete chiesto la revisione del sistema di qualificazione ai lavori pubblici basato sulle società private, ma l'accusa è che è il sistema non funziona anche perché l'Autorità vigila poco.
Quando nel 2000 è partito il nuovo sistema sono state autorizzate 67 società: ora sono 27. E questo per effetto dei nostri controlli. Negli ultimi due anni abbiamo punito 937 imprese per false dichiarazioni in gara con 216 sanzioni per false dichiarazioni alle Soa.

Sarà, ma resta l'impressione che ogni volta che si muove la magistratura vengono scoperchiate distorsioni macroscopiche.
Non abbiamo gli stessi mezzi e neppure il ruolo della magistratura. Ma segnaliamo le irregolarità. Anche il procuratore Nello Rossi che indaga sulle Soa ha riconosciuto il nostro ruolo in quella indagine. Tra le Soa che abbiamo "cancellato" negli anni scorsi ce ne è anche qualcuna messa in piedi da funzionari delle Infrastrutture. Magari è anche per questo che da quelle parti non siamo visti benissimo.

La banca dati dei requisiti (Avcpass) che dovrebbe fare risparmiare costi a imprese e stazioni appaltanti non è partita.
Non è vero che non funziona. Le amministrazioni fanno resistenza perché impone un cambio di passo rispetto al modo tradizionale di gestire le gare. E non piace neppure alle Soa, che temono di vedersi sostituire nel ruolo da un semplice strumento telematico, stavolta davvero a costo zero per le imprese.

Su 55 milioni di contributi ricevuti ne spendete quasi la metà per il personale. Avete un piano di riduzione dei costi?
Stiamo accentrando il personale in un'unica sede. Risparmieremo circa 700mila euro all'anno. Briciole però rispetto a quello che lo Stato può recuperare grazie alla nostra attività.

Cioè?
Abbiamo calcolato il prezzo di riferimento di 400 prodotti sanitari, definendo un costo più basso del 20-30% sul prezzo medio pagato dalle Asl. Entro giugno rileveremo il costo di altri 400 prodotti. In tempi di revisione della spesa ricordo che il mercato delle forniture sanitarie vale circa 20 miliardi all'anno.


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