Lavori Pubblici

Edilizia scolastica, Reggi: «Pronto il decreto sui fondi immobiliari: 36,5 milioni a 18 Comuni»

Massimo Frontera

Parla il sottosegretario all'Istruzione Roberto Reggi: «Finora 5.000 comuni hanno scritto a Renzi per proporre un progetto

Sblocco vicino per il programma di scuole da realizzare con i fondi immobiliari. «Il decreto è pronto per la firma da parte del ministro», assicura Roberto Reggi, che ha lasciato la sua poltrona di sindaco di Piacenza per quella di sottosegretario all'Istruzione, ed è in predicato per la ricevere la delega sull'edilizia scolastica da parte del ministro, Stefania Giannini.

I fondi immobiliari
Il progetto di utilizzare i fondi immobiliari è un "lascito" addirittura del governo Monti. Lo ha voluto il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo, mettendo a disposizione 38 milioni di euro. C'è stata la gara e c'è una graduatoria, che è stata "ereditata" dal precedente ministro Maria Chiara Carrozza, che però si è spesa su altre priorità. Ora i tempi sono maturi. «Il ministro firmerà a brevissimo il decreto - conferma Reggi - anche se mi pare difficile che esca prima del 27 marzo prossimo, quando il ministro Giannini presenterà in Parlamento le linee programmatiche del suo ministero». Ma la misura è pronta. «I fondi sono stati leggermente ridotti a 36,5 milioni per un'emergenza che abbiamo dovuto fronteggiare in una scuola di Casal Di Principe - spiega ancora il sottosegretario -. I fondi andranno a 18 comuni». Nella lista le città più grandi sono Firenze, Bologna e Reggio Emilia. Tutti gli altri sono comuni non capoluogo.

Il Comune di Bologna è il più avanti: «Ha già pronto il bando di gara per selezionare la società di gestione per costituire il fondo immobiliare». «Non c'è mai stata una cosa simile per le scuole: è una prima assoluta - dice Reggi - e quindi dobbiamo partire bene perché questa è una opportunità per attrarre l'investimento dei privati sulle scuole: Bologna sarà lo standard di riferimento: stiamo "modellizzando" il processo per spiegare come si fa a conferire il bene al fondo, come si fa la gara, come può stare in piedi il progetto». Il meccanismo prevede che il Miur metta a disposizione del comune il 25% dell'investimento necessario, il resto delle risorse dovrebbero venire dagli investitori e dall'apporto degli immobili al fondo. La neonata struttura del Tesoro - cioè Invimit - ha già nella sua missione il lancio di un fondo di investimento nelle scuole.

Ma il fondo di Invimit è solo uno dei potenziali sottoscrittori dei fondi locali per l'edilizia scolastica. C'è infatti anche l'Inail nel ruolo di investitore (con un budget fino a 300 milioni) e ci sono le casse di previdenza private. Il Miur sta dialogando in particolare con Inarcassa (ingegneri e architetti), che ha già un accordo con il Comune di Bologna, ma anche con l'ente di previdenza dei periti industriali e dei geometri.

I 692 cantieri del decreto "Fare"
Intanto è già possibile misurare lo stato di avanzamento di altri programmi, già partiti. Prima di tutti i 692 cantieri finanziati con il decreto "Fare", i cui appalti, finanziati con 150 milioni del decreto "Fare" vanno affidati entro il 30 aprile prossimo. «I cantieri affidati alle imprese sono più di 500 - riferisce Reggi - quindi non prevediamo ulteriori proroghe, dopo quella che ha posticipato al 30 aprile il termine iniziale del 28 febbraio». «Il meccanismo ha funzionato - sottolinea Reggi - e anche i poteri speciali affidati a sindaci e presidenti di Provincia».

Le lettere dei sindaci a Renzi
«Renzi ha già ricevuto 5mila lettere da parte dei sindaci segnalando un loro intervento», fa sapere ancora Reggi. «Il lavoro da fare è di capire a fondo di quali interventi stiamo parlando, assegnandoli a uno dei vari ambiti che compongono la gamma di misure sull'edilizia scolastica». Cioè? «Abbiamo vari strumenti che sono più o meno adatti a finanziare l'iniziativa, a seconda se il comune ha o non ha i soldi, ha o non ha il progetto, ha o non ha gli spazi finanziari di deroga al patto di stabilità. Ma questo è anche la gran parte del lavoro da fare da parte della cabina di regia che nascerà, come ha detto Renzi, il primo aprile». «Quello che è certo - sottolinea Reggi - è che noi daremo una risposta a ciascun comune».


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