Lavori Pubblici

Pesenti (Filca): «Rivedere la Cigs straordinaria: più controlli, più formazione, più reimpiego»

Alessandro Arona

«La droga dell'immobiliare ha prodotto enormi stock di invenduto e poi lo stop ai finanziamenti da parte delle banche» - Rivedere gli ammortizzatori, dal 2016 non ci sarà più la Cigs per le imprese in procedura concorsuale

Domenico Pesenti, segretario generale Filca Cisl, in questo momento è soprattutto preoccupato per la fine della cassa in deroga, dal 1° gennaio 2016, per le imprese in procedura concorsuale. «Se l'impresa ha una prospettiva di continuità – sostiene Pesenti - perderemmo enormi professionalità a mettere subito tutti in disoccupazione. Serve però un uso più "attivo" della Cigs, legandola obbligatoriamente a percorsi di formazione».

Segretario, come vede innanzitutto la crisi delle costruzioni? Saltano anche imprese importanti, che sta succedendo?
I lavoratori iscritti alle Casse edili sono scesi in questi anni da 900 a 500mila, e la maggior parte di questi sfuggono all'applicazione degli ammortizzatori sociali (si applica come in tutti i settori per imprese con più di 15 dipendenti, che in edilizia sono poche, ndr).
Le grandi imprese si salvano solo lavorando all'estero, mentre le imprese solo nazionali, anche strutturate, stanno saltando una dietro l'altra: Matarrese, Rosso, Carena .... Gli effetti sono anche sui consorzi d'opera che queste imprese avevano costituito, alcuni dei quali costituiti da troppo poco tempo per poter avere gli ammortizzatori. Latabella sulle Cigs delle imprese con cantieri su più regioni fotografa solo un piccolo campione del totale delle crisi aziendali in edilizia. Se poi guardiamo al settore del calcestruzzo, circa un terzo degli impianti sono fermi. Le imprese sono più grandi, hanno retto di più, ma stiamo arrivando a fine ciclo, gli ammortizzatori stanno scadendo.

Se l'edilizia si riprenderà, sarà possibile secondo voi tornare ai numeri di occupati ante crisi (900mila iscritti alle casse edili, due milioni di lavoratori in tutto)?
No, ritornare a quei numeri non sarà possibile. È finito un ciclo per l'edilizia. Già nel 2008 si costruiva male, senza qualità, solo per rispondere a una domanda "indiscriminata". La droga dell'immobiliare ha prodotto enormi stock di invenduto e poi lo stop dei finanziamenti da parte delle banche. Noi riteniamo che l'edilizia possa confermare i livelli attuali (che sono il 30% reale in meno rispetto al picco del 2007, ndr), o recuperare qualcosa puntando sulla riqualificazione.
Non abbiamo bisogno di nuove città, per questo abbiamo apprezzato il piano scuole di Renzi. Abbiamo soprattutto bisogno di mettere in sicurezza il nostro patrimonio edilizio. Dobbiamo cercare di stabilizzare i lavoratori in edilizia puntando su questo, dobbiamo evitare di sprecare professionalità.

Quali lavoratori sono usciti in questi anni?
Molti operai di qualità sono andati in pensione, non sostituiti. Il rischio è che si punti a raccogliere lavoratori di bassa qualità, per risparmiare.

Cosa vuol, dire "stabilizzare"?
Lo scorso anno è nata BLEN (Borsa lavoro edile nazionale), gestita dalle scuole edili sulla base di una banca dati Formedil che raccoglie le richieste di lavoro delle imprese e i curricula dei lavoratori che lo cercano. Non incrocia domanda-offerta, ma la banca dati aiuta l'incrocio.
Noi come Filca Cisl abbiamo invece avviato da circa un anno "Amico Lavoro", agenzia autorizzata dal Ministero del Lavoro, che raccoglie le richieste dei lavoratori e prova a incrociarli con le richieste delle imprese.
Bisogna comunque legare la Cigs alla formazione e al ricollocamento. Invece oggi i lavoratori stanno fermi. Anzi: si continuano a concedere gli ammortizzatori senza controllo, e così qualche impresa ne approfitta, e con operai in Cigs ne fa lavorare in nero altri, o gli stessi.

Dal 1° gennaio 2016 non sarà più possibile ottenere la Cigs per imprese in procedura concorsuale....
Questa è l'emergenza, bisogna trovare una soluzione. Bisogna legare l'erogazione della Cigs all'obbligo di formazione e di politiche attive per il lavoro e il reimpiego. La formazione deve essere obbligatoria. Oggi in edilizia le imprese devono versare il 5% per la cassa integrazione, contro il 2% dell'industria: noi chiediamo che il 3% eccedente venga versato direttamente agli enti bilaterali, che poi lo erogheranno ai lavoratori solo se si frequentano i corsi di formazione. Andrà poi creata un'agenzia per aiutare i lavoratori a reimpiegarsi. Noi siamo anche disposti ad accettare una maggiore flessibilità nel contratto degli edili, ma solo se aumentano le tutele a favore del lavoro regolare e della sicurezza, e con l'avvio di vere politiche attive per la formazione e il reimpiego. La Cigs come è oggi è uno spreco di risorse.
Comunque il tema degli ammortizzatori ci preoccupa molto: rischiamo di avere molti lavoratori che non hanno più gli ammortizzatori e non hanno diritto di accedere alla pensione; ma hanno ormai età avanzata, e una forza fisica ormai molto ridotta: chiediamo perciò di rivedere l'età pensionabile per i lavori pesanti.


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