Lavori Pubblici

Roma apre alla revisione dei Print, a partire dallo sconto al contributo straordinario

Francesco Nariello

I costruttori chiedono di attuare alcuni lavori senza il passaggio in Giunta di abbattere del 30% del contributi

Favorire l'attuazione diretta – anche di singoli interventi – snellire le procedure e chiarire le modalità di applicazione del contributo straordinario. Sono i punti chiave alla base del tentativo di sbloccare la partita dei Print, i programmi integrati (previsti dal Prg di Roma e istituiti dalla legge 179/1992) che puntano a riqualificare il tessuto urbanistico edilizio e ambientale della Capitale; ma che non sono mai partiti, soprattutto a causa dell'elevata onerosità e di un procedimento attuativo farraginoso.

Ora, tuttavia, sulle modifiche da apportare allo strumento sembra esserci una certa sintonia tra le ipotesi su cui lavora l'assessore alla Trasformazione urbana, Gianni Caudo, e le proposte avanzate dall'Isveur – l'istituto per lo sviluppo edilizio ed urbanistico costituito dall'Acer (Costruttori romani) – che ha peraltro il coordinamento del Consorzio Print Pietralata, l'unico programma, sui circa 190 esistenti, giunto all'adozione da parte del Campidoglio (il 4 aprile 2013) dello schema di assetto definitivo dell'area.

«I Print prevedono interventi di riqualificazione urbana molto importanti per la città, su circa 85 milioni di mq, ma alle condizioni attuali non possono partire a causa di oneri troppo alti e procedure lunghissime – dice Giulio Natalucci, direttore dell'Isveur –. Basti pensare agli otto anni che ci sono voluti per incanalare il primo, quello di Pietralata. Per questo servono modifiche significative all'impianto di questo strumento».

Le proposte presentate dall'Isveur si concentrano su tre fronti: requisiti soggettivi dei proponenti, snellimento delle procedure e ridefinizione del contributo straordinario. Sul primo punto si chiede di fissare meccanismi per certificare il possesso, da parte dei soggetti che partecipano ai bandi, di capacità economiche-tecnico-organizzative adeguate: in sostanza, quindi, si chiede «che al fianco dei privati, ci siano le imprese». Sul fronte snellimento, invece, tra le richieste c'è che l'approvazione di Print conformi al Prg sia rimessa alla sola Giunta (senza passare per l'assemblea capitolina) e che sia possibile suddividere i programmi in sub-ambiti «con attuazione autonoma».

Punto cruciale, comunque, è la ridefinizione del contributo straordinario (fino al 66% del maggior valore immobiliare ottenuto con la trasformazione) che – si legge nelle proposte di Isveur – non può essere considerato un parametro fisso, ma variabile. «Sulla base dei parametri usati finora – dice Natalucci – si arriva, come per nuove edificazioni su aree libere, a versare oltre 900 euro a mq tra oneri ordinari, costi di costruzione e contributo straordinario. La nostra richiesta è di collegare il calcolo di quest'ultimo, in modo chiaro, al valore di mercato attuale degli immobili».
Questo si tradurrebbe, nel caso di Pietralata, dove è di 57 milioni il valore delle opere pubbliche realizzabili con gli oneri complessivi versati per i 36 interventi di edilizia previsti, «a un calo del contributo di circa il 30% rispetto a quello richiesto, che è troppo alto – ribadisce il direttore Isveur –. Ed è anche per questo che due operatori hanno manifestato l'intenzione di uscire dal programma».

Uno spiraglio per lo sblocco dei Print – anche se è d'obbligo la cautela, visto lo stallo decennale – sembra aprirsi in base alle intenzioni espresse dall'assessore Caudo, che vuole fare ripartire i programmi integrati, cambiando subito qualcosa. Ecco in che modo: «Pensiamo di favorire il più possibile forme di attuazione diretta – afferma il titolare della Trasformazione urbana –. Non è necessario, infatti, concludere sempre l'iter di approvazione sull'intera area del Print: si può provare, invece, ad autorizzare interventi puntuali, sempre all'interno degli obiettivi contenuti negli schemi di assetto».

Altro obiettivo è dare permessi di costruire il più possibile diretti: «Se il programma include opere già inserite negli schemi di assetto – dice l'assessore – allora può essere approvato dalla sola Giunta». Il nodo più complesso da sciogliere, alla fine, resta quello legato al contributo straordinario, su cui – fa sapere Caudo – è stata appena varata una delibera in materia che mette in chiaro, per la prima volta in un regolamento organico, i parametri per il calcolo dello stesso.
Il primo Print a essere improntato in base alle nuove impostazioni, trapela dal Campidoglio, sarà quello del quartiere Alessandrino (VII municipio), su cui ci sarebbero riunioni in corso tra i tecnici comunali e una ventina di imprese interessate. Uno dei prossimi in pista, invece, sarà il programma «Tomba di Nerone» (XV municipio) per il quale si è concluso l'iter del bando pubblico per le proposte d'intervento.

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