Lavori Pubblici

Costruzioni, boom di imprese in crisi, 53 solo fra le medio-grandi: la mappa

a cura di Alessandro Arona

Da Bentini a Matarrese a Valdadige: la lista e le storie delle imprese coinvolte in fallimenti, liquidazioni, procedure concorsuali - In regioni come Puglia, Toscana e Veneto sono cadute quasi tutte le realtà di riferimento

Non bastano i macronumeri a descrivere gli effetti di sei anni di crisi del mercato delle costruzioni: dal 2008 al 2013 480mila posti di lavoro persi (dati Ance), 745mila considerando i settori collegati, 13.500 imprese fallite (il 22% del totale dei fallimenti in Italia), -33% di imprese iscritte alle casse edili.
Guardando infatti i nomi e le storie delle principali imprese di costruzione andate in procedura concorsuale (liquidazione, fallimento, concordato preventivo, amministrazione straordinaria) negli ultimi tre anni si scopre che a saltare è una parte importante del tessuto produttivo storico dell'edilizia italiana.
Dedichiamo quasi interamente il numero 10 di «Edilizia e Territorio» (e altri approfondimenti saranno nei prossimi giorni sul sito Internet) alla crisi delle costruzioni, raccontata non nei dati aggregati, ma con i nomi e le storie delle imprese coinvolte.

Nel 2013 c'è stata un'accelerazione. Andando in ordine di fatturato (ultimi bilanci): Impresa Spa di Roma, 379 milioni (che aveva acquisito a debito la Btp di Firenze nel 2011) è andata in amministrazione straordinaria; la Bentini di Faenza (344 mln) è in fallimento da dicembre; la Carena di Genova (157 mln) ha presentato domanda di concordato a novembre; la barese Matarrese (153 mln) ha chiesto l'iscrizione il 10 febbraio scorso, la Consta di Padova (145) è stata ammessa a settembre.
E ancora: la Zh di Bolzano (120 mln) è in fallimento dal 27 dicembre; la Sigenco di Catania (120) è in concordato dal maggio scorso e la coop Orion di Reggio Emilia (97 mln) da febbraio 2013. La Imato (ex Rosso) di Torino è in concordato dal marzo 2013, la Cometal di Parma da luglio.
A Bergamo è in liquidazione dal 24 luglio la storica Cavalieri Ottavio (68 mln), a Firenze la Coestra (55 milioni) da settembre.


© RIPRODUZIONE RISERVATA