Lavori Pubblici

Napoli-Bari Av, la crisi Rabbiosi blocca i cantieri ed Rfi rescinde il contratto

Massimiliano Scagliarini

L'azienda (gruppo Impresa Spa) nel 2013 ha rallentato i lavori e non pagato fornitori e operai, ed è in amministrazione da dicembre - A febbraio Rfi ha rescisso il contratto, ora nuova gara

Il tentativo di salvataggio è stato fatto quando ormai non c'era più tempo. E così per il raddoppio dei binari tra Cervaro e Bovino, in provincia di Foggia, bisognerà attendere il riappalto: dopo oltre un anno di lavori a singhiozzo, constatato l'inadempimento anche nei confronti dei subappaltatori, Rfi ha rescisso il contratto con la Rabbiosi spa di Roma per l'unico tratto dell'Alta capacità previsto in territorio pugliese.

E' un'altra delle tante storie di crisi (Rabbiosi fa parte del gruppo Impresa Spa, dal luglio scorso in amministrazione straordinaria) con risvolti pesantissimi sul fronte occupazionale: mentre per i 37 dipendenti diretti è stata infatti attivata la cassa integrazione, ci sono almeno altri 200 addetti dell'indotto che resteranno a casa per mesi. E senza aver percepito gli ultimi 3-6 stipendi.
Il raddoppio della Cervaro-Bovino (150 milioni di euro, di cui circa 90 già spesi: secondo fonti sindacali restano da finire circa 4 dei 23 km totali) doveva essere pronto entro giugno 2014. Ma già lo scorso anno, la crisi della Rabbiosi ha avuto gravi ripercussioni sul cantiere. I lavori sono stati sospesi in aprile, dopo che Rfi ha contestato alcune fatture presentate dall'impresa, sono ripartiti a maggio (dopo il pagamento di un Sal) e sono andati avanti fino al 31 agosto. L'impresa, secondo i sindacati, nel frattempo non avrebbe onorato gli impegni relativi al pagamento degli arretrati ai subappaltatori.
E così, dopo 158 giorni di ulteriore interruzione, e nonostante l'impegno dei sindacati e della prefettura di Foggia, Rfi si è arresta: di fronte alle difficoltà finanziarie dell'impresa romana (108 milioni di debiti, disponibilità di cassa azzerata, decreti ingiuntivi a pioggia tanto che anche Rabbiosi a dicembre 2013 è finita in amministrazione straordinaria), sono naufragate tutte le ipotesi alternative alla rescissione.
Si era infatti ipotizzata la cessione di ramo d'impresa prima ad un pool locale, quindi a un subappaltatore: alternative soft rispetto alla nuova gara d'appalto, che adesso richiederà tempi tecnici di alcuni mesi. Bisognerà infatti prima eseguire una perizia di consistenza sul cantiere, quindi esaminare lo stato dei pagamenti in corso, solo dopo si potrà procedere a individuare il nuovo affidatario.

Stando così le cose, la conclusione dei cantieri slitterà almeno di un anno. Una goccia nel mare rispetto al progetto complessivo dell'Alta capacità (il cui termine, oggi, è fissato al 2028), ma un problema serio sul fronte occupazionale. Il prefetto di Foggia, Maria Luisa Latella, ha da tempo aperto un tavolo di crisi che ha coinvolto tutti i sindacati. Rfi, all'inizio di febbraio, ha messo tutti di fronte al fatto compiuto, senza nemmeno che alla riunione partecipasse la Rabbiosi. La questione dell'appalto era infatti stata già decisa a Roma, tra le parti, dopo aver preso atto della situazione in cui versa il gruppo Impresa, atteggiamento che ha indispettito non poco la Regione Puglia («Nessuno ci ha informato di quanto stava accadendo», ha detto l'assessore ai Trasporti, Gianni Giannini).

«Noi – dice amaro Urbano Falcone, segretario della Filca Cisl di Foggia – ci siamo mossi con grande responsabilità, ma non abbiamo ottenuto le risposte che chiedevamo» (il comunicato della Filca ). I lavoratori avevano infatti minacciato di bloccare ad oltranza la linea Adriatica, cosa che poi non è avvenuta. «Vogliamo una cosa semplice: ci dicano quali sono i tempi per la pubblicazione del nuovo bando e per l'applicazione degli ammortizzatori sociali. Servono risposte anche per i dipendenti del subappalto. E' necessario che intervenga il ministero delle Infrastrutture».


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