Lavori Pubblici

Edilizia scolastica, Renzi vuole un commissario straordinario

Massimo Frontera e Giorgio Santilli

Si punta a un supertecnico per contrastare la frammentazione di piani e programmi di spesa e fluidificare l'erogazione dei nuovi fondi annunciati dal premier

Un commissario straordinario per l'edilizia scolastica. È questa la soluzione che ha preso corpo nell'esecutivo, e sulla quale il premier, Matteo Renzi, punta per mettere il turbo agli investimenti sulla scuola, una delle bandiere del suo programma di governo.

La soluzione del commissario straordinario centrerebbe più obiettivi. Sarebbe prima di tutto un segnale forte di attenzione al tema delle strutture scolastiche, dopo anni di disimpegno. Ma è anche un modo di cercare di superare l'estrema frammentazione di piani, programmi e conflitti di competenze che finora hanno frenato fortemente la spesa (si veda anche «Il Sole 24 Ore» del 6 marzo), mettendo invece ora gli investimenti sulla scuola sotto il "cappello" della presidenza del Consiglio.

Infine, la figura del commissario appare la risposta più adatta per mettere a disposizione le risorse annunciate da Renzi (2,2 miliardi, di cui 500 milioni subito) per gli interventi da realizzare questa estate, nelle scuole che ne hanno bisogno. In cima all'agenda ci sono i 150 milioni del decreto "Fare" (attivati solo per un terzo circa).
C'è poi da trovare la soluzione più adatta per mettere a disposizione i fondi dell'Inail, che lo stesso decreto del Fare (n.69/2013) ha collocato tra gli investimenti (da remunerare con un interesse) e non invece tra la erogazioni a fondo perduto da distribuire a pioggia per le piccole manutenzioni. Un capitolo - quello delle erogazioni Inail - che in passato, in base alle più recenti ricognizioni fatte anche dall'Ance, ha visto contributi per circa 170 milioni.


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