Lavori Pubblici

Edilizia scolastica, Renzi scrive ai sindaci. Ma ora mancano risorse non progetti

Giorgio Santilli

Il premier chiede a tutti i primi cittadini di inviare i progetti da finanziare. Ma la lista degli interventi già esiste: basterebbe rifinanziare la graduatoria del bando dei 150 milioni del decreto "Fare"

Matteo Renzi scrive ai sindaci per chiedere progetti urgenti di edilizia scolastica: «segnalatemi un edificio da ristrutturare e lo facciamo». Il presidente del Consiglio vuole ribadire l'urgenza del piano straordinario e tenere alta la tensione emotiva su un tema che certamente incontra la preoccupazione delle famiglie, oltre che dei sindaci. Da un punto di vista pratico, però, il governo non ha bisogno di altri progetti perché esiste già un abbondante parco progetti che ha solo bisogno di essere finanziato e accelerato.

Risorse finanziarie e procedure straordinarie è quel che serve oggi con urgenza, non è necessario invece ricominciare la catena da capo con la richiesta di nuovi progetti. Ci sono già sei piani di edilizia scolastica in corso dal 2004 e progetti fermi per un investimento complessivo di circa 2,5 miliardi di euro. I collaboratori di Renzi spiegano che il primo piano che partirà è appunto quello del decreto del fare dotato di 450 milioni (150 milioni dal Tesoro, 300 dall'Inail) e già in piena corsa. Per la prima tranche di 150 milioni sono arrivati progetti per oltre un miliardo di investimenti. Non solo: il governo ha dovuto varare d'urgenza nel decreto salva-Roma ter una norma che proroga di due mesi il termine vincolante previsto al 28 febbraio per l'appalto dei lavori da parte dei sindaci.

Su 692 appalti finanziati, 485 Comuni (per 114,3 milioni di euro su 150) sono in ritardo. Per 423 di questi progetti sarebbe scattata la revoca del finanziamento per non essere riusciti ad affidare l'appalto entro il termine del 28 febbraio. Per altri 62 enti locali (in Campania e Puglia) il termine era già slittato al 30 giugno per superare un contenzioso che aveva paralizzato l'attività dei comuni.

I progetti quindi ci sono: mancano risorse finanziarie e procedure per accelerare i cantieri. Due temi chiarissimi al governo che sta pensando a trovare nuovi fondi e a commissari sul modello emiliano della ricostruzione.


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