Lavori Pubblici

Il piano Renzi per le scuole? Riparte dal piano Letta

Massimo Frontera

In attesa di conoscere nel dettaglio le nuove misure annunciate per le scuole, il premier fa proprie le misure indicate dal suo predecessore

Le prime indiscrezione sul "piano Renzi" per l'edilizia scolastica rappresenta un già visto (link all'articolo ). I primi 450 milioni sono proprio quelli che l'ex ministro Carrozza ha ottenuto in parte dall'Economia (150 milioni) per interventi urgenti e in parte dall'Inail (300 milioni) sotto forma di possibile investimento, diretto o indiretto, da parte dell'istituto. Anche gli 850 milioni di mutui Cdp e Bei sono quelli che si ricavano dall'impegno di 40 milioni per 30 anni per finanziare investimenti in nuove scuole previsto dal dl Istruzione (104/2013).

Anche i poteri commissariali cui pensa Renzi hanno un esempio recentissimo: sono infatti già stati previsti per realizzare gli interventi urgenti da parte di comuni e province. Interventi che devono essere assegnati entro il 28 febbraio, pena la revoca dei finanziamenti. Peraltro, i poteri commissariali, come definiti dal Dpcm firmato il 22 gennaio scorso dall'ex premier Enrico Letta (link all'articolo ) si estendono anche agli interventi oggetto di investimento da parte dell'Inail.

Ovviamente, il premier Renzi ha tutta la possibilità di ampliare o meno la gamma delle deroghe, ma il modello c'è; e ha portato anche i primi frutti perché dai primi segnali che arrivano dal territorio lo spauracchio della revoca del finanziamento ha stimolato al massimo Comuni e Province per affidare i lavori entro il termine (appunto del 28 febbraio). L'unico limite è che i commissariali legati all'attuazione dei cantieri finanziati dal decreto Fare e dall'Inail scadono a fine anno.

Quanto agli investimenti da parte dell'Inail, il nuovo premier può raccogliere i frutti del lavoro fatto dal suo predecessore per rendere praticabile la messa a disposizione dei fondi dell'Istituto. I tecnici di Letta - insieme a quelli di Miur e Mit - hanno lavorato praticamente fino alla fine della durata in carica del governo. Il problema era l'inedita formula che vede l'impiego di risorse di un investitore istituzionale per acquisire un immobile pubblico che non produce un reddito. Sono state trovate alcune soluzioni. Una di queste è la possibilità per l'Inail di investire in modo indiretto, cioè mettendo i soldi in un fondo immobiliare gestito da una Sgr che realizza gli interventi. Diversamente si pone il problema della remunerazione dell'Inail. Alla fine l'ipotesi più percorribile ha portato a una formula di remunerazione che attinge dal fondo unico sull'edilizia scolastica. Il dossier Inail è stato alla fine gestito direttamente dalla presidenza del Consiglio.

Anche in questo - cioè nella regia unica che fa capo a Palazzo Chigi - il nuovo premier trova un'indicazione preziosa sulla quale può innestare nella continuità il suo programma. Perché è ormai chiaro che per non vanificare annunci e risorse serve una regia unica e autorevole, in modo da superare il frazionamento di piani programmi e competenze che in passato ha prodotto tante inefficenze, sprechi e ritardi (link all'articolo ).


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