Lavori Pubblici

Lavori stradali, dal 2006 dimezzato il consumo di bitume - «Poca qualità»

Nel 2013 il consumo di asfalto (conglomerato bituminoso) in Italia si è attestato a circa 21
milioni di tonnellate, meno della metà dei 44 milioni di tonnellate usati nel 2006 per la costruzione e la manutenzione stradale. Lo rende noto l'Associazione dei costruttori e manutentori delle strade (Siteb), che lancia l'allarme sulla sicurezza stradale a causa della "scarsa manutenzione", anche alla luce dell'emergenza maltempo delle scorse settimane e dell'emergenza buche, a partire dalla Capitale.

I dati dei consumi petroliferi relativi al 2013 indicano, rispetto al 2012, un nuovo calo nei consumi di bitume, pari al 5,7% (-1,8 mln di tonnellate), si legge nell'analisi del Siteb, secondo cui "la soglia minima per avere una manutenzione accettabile è di almeno 40 milioni di tonnellate di asfalto su base annua, mentre oggi siamo fermi a circa 21,5 milioni".
"Il degrado delle nostre strade dipende da una serie di fattori, primo tra tutti l'assenza di una manutenzione programmata; si interviene solo per tamponare l'emergenza, con risultati effimeri, e alla lunga si spende di più senza risolvere i problemi", evidenzia il presidente del Siteb, Carlo
Giavarini, che punta il dito anche contro i criteri di aggiudicazione delle gare d'appalto "basati in prevalenza sul massimo ribasso. Potrebbero forse funzionare - rileva - se si mettessero in atto controlli scrupolosi durante l'esecuzione dei lavori, ma ciò non avviene e ci si trova così costretti a continui ripristini di opere eseguite da poco tempo".


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