Lavori Pubblici

Renzi: piano scuole da «qualche miliardo» e «pagamento totale» dei debiti Pa

M.Fr.

Edilizia scolastica fuori dal patto di stabilità con un programma da realizzare tra 15 giugno e 15 settembre e sblocco «totale» dei debiti con la Pubblica amministrazione. Lo ha detto il premier nel suo discorso al Senato nell'illustrare le linee programmatiche del suo governo

Scuole, pagamenti, dissesto idrogeologico. Sono tra le priorità al centro del discorso con cui il neo premier ha chiesto la fiducia del Senato. Aprendo il discorso programmatico al Palazzo Madama Renzi ha annunciato come primo passo una massiccia iniziativa per il rilancio dell'edilizia scolastica. «Domani - ha annunciato Renzi - chiederò per lettera a tutti gli 8mila sindaci e ai presidenti delle province superstiti il punto della situazione sull'edilizia scolastica, seguendo una suggestione di Renzo Piano, che ha parlato di rammendare i nostri territori, le nostre periferie. È un'espressione molto bella». Il premier ha anche indicato i tempi per concentrare i cantieri. «Dal 15 giugno al 15 settembre - spiega - ci sarà un programma straordinario, dell'ordine di qualche miliardo di euro, sui singoli territori in base alle richieste dei sindaci. Di fronte alla crisi economica non si può non partire dalle scuole». «Gli investimenti sull'edilizia scolastica - ha aggiunto - sono bloccati dal patto di stabilità interno che su questo punto va cambiato subito». «Un paese riparte dalla scuola - ha ribadito il premier -. Anche dalla dignità degli insegnanti».

Scarica il testo integrale del discorso del premier al Senato (link )

Debiti con la Pa
Matteo Renzi ha promesso «la restituzione totale, non parziale, dei crediti che le imprese vantano nei confronti della pubblica amministrazione attraverso un diverso utilizzo della Cassa Depositi e Prestiti». La Cdp è tonata anche con riferimento alla possibilità di concedere garanzie per agevolare il ricorso al credito delle piccole e medie imprese.

Le altre riforme
Lavoro, fisco, pubblico impiego e giustizia. Sono questi i temi dell'agenda del governo citati sempre dal premier nel suo discorso al Senato. Tutte cose «che dobbiamo sistemare entro il 1 luglio, in tempo per il semestre di presidenza italiana in Europa».

Appalti e tribunali - Giustizia
«Negli appalti pubblici lavorano di più gli avvocati che i muratori». Lo ha detto il premier nel suo discorso al Senato parlando più in generale dei temi della giustizia. «Credo sia arrivato il momento di mettere, nel mese di giugno, all'attenzione del Parlamento un pacchetto organico» di riforma della giustizia «a partire dalla giustizia amministrativa». Rievocando l'esperienmza da primo cittadino Renzi ha posto l'accento sulla piaga dei ricorsi che bloccano il settore delle opere pubbliche. Chi ha fatto il sindaco, ha detto Renzi, «sa che non c'è alternativa al ricorso, con controricorso e sospensiva».

Dissesto idrogeologico
Renzi ha annunciato un piano industriale per i vari settori economici. Ha citato l'ulilizzo delle energie alternative. Ma soprattutto si è soffermato sulla necessità di investimenti contro il dissesto idrogeologico. Come con le scuole, per il neo premier, «non è possibile che abbiamo risorse da usare per investimenti antidissesto fermi nelle casse delle amminsitrazioni, come è avvenuto a Olbia. Non ci possono essere soldi bloccati sugli investimenti in casse di laminazione o espansione». Renzi ha citato anche i problemi relativi alla burocrazia e i veti incrociati. «Oggi spesso non sappiamo chi ha potere di decidere sugli argini».

Titolo V
«Bisogna introdurre una clausola di intervento della legge statale anche dove la materia sia di competenza regionale per garantire l'unità dell'ordinamento», ha prennunciato, «il ricorso alla corte costituzionale ha provocato un eccesso se oggi diciamo che non possiamo tornare a un centralismo della burocrazia statale, abbiamo anche bisogno di chiedere a chi guida le Regioni che è cambiato il clima, sicuramente per ciò che è accaduto in questi anni con i rimborsi elettorali. Ma anche perché la sovrapposizione di competenze delle Regioni, dei Comuni, dello Stato, con l'ulteriore complicazione dell'Ue ha reso sostanzialmente ingovernabile l'intero sistema».

Fisco e Cuneo fiscale
Sul fisco il nuovo governo intende intervenire rapidamente, entro maggio, utilizzando la delega fiscale attualmente in Parlamento. Lo ha riferito Matteo Renzi nel discorso sulla fiducia al Senato. «Prima delle elezioni europee - ha annunciato - vogliamo a tutti i costi intervenire sul fisco attraverso l'utilizzo della delega fiscale» all'esame del Parlamento. Come? «Riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale, attraverso misure serie, irreversibili, legate non solo alla revisione della spesa, che porterà già nel corso primo semestre del 2014 a vedere dei risultati concreti».


© RIPRODUZIONE RISERVATA