Lavori Pubblici

Imprenditore edile vittima di usura, sette arresti ad Altamura

Alle prime luci dell'alba di oggi, i militari del Gico della Guardia di Finanza di Bari, con la collaborazione dello Scico, hanno eseguito sette ordinanze di custodia cautelare in carcere mentre per un avvocato 56enne di Altamura è stato disposto l'obbligo di dimora. Le accuse sono, a vario titolo, di usura ed estorsione, anche in forma tentata. Le indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Bari, sono state avviate dopo una denuncia sporta da un imprenditore edile che, in gravi difficoltà economiche, aveva ottenuto 210.000 euro in contanti, a fronte dei quali si era impegnato a restituirne oltre 280.000 a titolo di soli interessi, con l'applicazione di un tasso che sfiorava il 150% su base annua.

Nel tempo messaggi intimidatori erano stati rivolti alla vittima ed ai suoi familiari, anche per il tramite di dipendenti dell'impresa edile, quando l'imprenditore si trovava in difficoltà nell'onorare le scadenze imposte. Al fine di fronteggiare le incalzanti richieste di rimborso dei debiti contratti la vittima era stata costretta a cedere diverse auto e ed era sostituito nell'incasso dei crediti vantati nei confronti dei propri clienti. Per far fronte alla situazione ormai insostenibile l'imprenditore si era rivolto ad un altro usuraio che gli aveva concesso una prima tranche di prestito pari a circa 200.000 euro e poi altri 150.000 a fronte dei quali si impegnava a restituirne quasi 400.000 euro di soli interessi, con un tasso che raggiungeva in taluni casi oltre il 500% su base annua.

In questa situazione l'imprenditore si trovava sul punto di cedere un cantiere edile seguito da legale, per il quale é scattato l'obbligo di dimora, presso il cui studio sarebbe stato aggredito per non aver assecondato le richieste avanzate nelle trattative propedeutiche alla vendita del cantiere. Le indagini della Guardia di Finanza hanno consentito di accertare significative sproporzioni fra le fonti di reddito degli indagati ed il cospicuo valore dei beni mobili ed immobili nell'effettiva disponibilità degli stessi. È stato, infatti, appurato che a fronte di esigue dichiarazioni dei redditi presentate, gli arrestati avevano la disponibilità di un cospicuo patrimonio composto dai beni mobili ed immobili posti sotto sequestro. Più in particolare venivano sottoposti a vincolo cautelare due unità immobiliari, un terreno e automezzi, per un valore pari a circa un milione di euro.


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