Lavori Pubblici

Costruzioni, Italia malato d'Europa: produzione giù del 8,8% a dicembre 2013

Mauro Salerno

Le flessioni maggiori a dicembre sono state misurate in Portogallo (-14,1%), Italia (-8,8%) e Spagna (-4,7%). Cantieri su in Ungheria, Slovacchia e Regno Unito

Italia meglio solo del Portogallo nella classifica che misura l'andamento degli investimenti in costruzioni. Se lo "spread" che separa l'Italia dal resto d'Europa sul fronte economico-finanziario è diminuito negli ultimi tempi, per i cantieri il nostro Paese è ancora il grande malato d'Europa. Lo certificano i dati dati appena diffusi da Eurostat, l'istituto statistico europeo a solo un giorno di distanza da quelli elaborati dall'Istat che segnalavano un calo della produzione pari al 10,9% nel 2013 .

Il calo segnalato da Eurostat è più contenuto, ma è relativo al solo mese di dicembre. Dunque c'è poco da essere ottimisti. Anche perché il crollo segnalato è pari all'8,8 per cento su dicembre 2012. «Tra i Paesi in cui sono disponibili i dati di dicembre - si legge nel comunicato - la produzione è caduta in cinque paesi su 10. Le flessioni maggiori sono state misurate in Portogallo (-14,1%), Italia (-8,8%) e Spagna (-4,7%)». La contrazione degli investimenti non è però un tempesta che attraversa indifferentemente l'intero continente. Anzi. Gli investimenti in costruzioni corrono in Ungheria (+11,5%), Slovacchia (9,2%) e anche in un Paese in cui il settore dovrebbe essere più maturo come il Regno Unito (+6,8%). In tutta l'area Euro la produzione nei cantieri è cresciuta dello 0,9 per cento, dopo il calo dell'1,3% a novembre 2013. In ripresa anche l'ingegneria civile cresciuta dell'1,7% nell'area euro dopo il meno 2,6% registrato a novembre.

Allargando lo sguardo all'andamento dell'ultimo trimestre 2013, gli scenari cambiano di poco. I cantieri italia fanno i conti cio un calo del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2012, superata anche in questo caso solo dal Portogallo (-14,2 per cento). Nello stesso periodo la produzione edilizia in Ungheria è balzata del 13,8%, nel Regno Unito del 4,8 per cento.


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