Lavori Pubblici

Edilizia scolastica, proroga «anti-Tar» di quattro mesi per affidare i lavori, ma il contenzioso si allarga

M.Fr.

I cantieri del piano di edilizia scolastica da 150 milioni vanno affidati entro il 28 febbraio. Solo in caso di graduatorie bloccate da ricorsi il termine slitta al 30 giugno. Ricorsi già in quattro regioni: Puglia, Campania, Abruzzo e Veneto

Quattro mesi in più per appaltare i lavori urgenti di edilizia scolastica nei comuni all'interno di «Regioni nelle quali gli effetti della graduatoria di cui al comma 8-quater sono stati sospesi da provvedimenti dell'autorità giudiziaria». Il riferimento è al piano di edilizia scolastica per interventi pronti per l'appalto finanziati con 150 milioni di fondi statali, la cui graduatoria regionale è stata approvata dal Miur lo scorso novembre 2013.

La norma è scritta nel decreto legge milleproroghe (150/2013) in corso di conversione in legge al Senato (in terza lettura, dopo essere stato licenziato dalla Camera il 17 febbraio). Si tratta di una norma prevista dal decreto fin dalla sua prima formulazione da parte del Governo e inserita per evitare che i Comuni non in grado di rispettare il termine del 28 febbraio per appaltare i lavori potessero essere ingiustamente penalizzati con la revoca dei fondi nel caso in cui il ritardo fosse dovuto a contenziosi sulle graduatorie regionali. Da qui la proroga della scadenza per appaltare i lavori al 30 giugno 2014.

Questa norma "paracadute" trova la sua ragione nel fatto che, l'assessore regionale all'Istruzione della Puglia lo scorso ottobre ha comunicato al Tar Puglia di aver sospeso la graduatoria regionale per rivedere le posizioni di 15 scuole di alcuni comuni del Salento (dei 30 comuni della graduatoria finale) nei quali si sarebbe riscontrata carenza di documentazione. Il blocco è stato originato da un Comune che era stato escluso e che ha impugnato la determina con la quale il dirigente regionale ha definito la graduatoria regionale inviata al Miur il 15 ottobre. Successivamente la regione ha rivisto meglio, per così dire, la graduatoria escludendo appunto alcuni comuni inizialmente esclusi. A questo punto è scattata la pronta reazione dei comuni "incriminati" che hanno a loro volta annunciato di voler impugnare la nuova graduatoria regionale.

L'aspetto curioso è che questa norma del decreto milleproroghe ritagliata sul caso Puglia si è rivelata provvidenziale perché nel frattempo sono sorti contenziosi in almeno altre tre Regioni: Abruzzo, Veneto e Campania. In questo caso il contenzioso è nato in secondo tempo, avviato dai comuni che sono stati esclusi dalla graduatoria. In Campania l'iniziativa è stata promossa dal Comune di Napoli. Il Tar Campania ha concesso la sospensiva e il 12 marzo è stata fissata l'udienza. In Veneto, invece, il Tar non ha concesso la sospensiva ai comuni ricorrenti. In Abruzzo, infine, il Tar (che non si è pronunciato sulla sospensiva) ha recentemente comunicato la data dell'udienza da tenersi ai primi di marzo.

L'incertezza sulla procedura e sul finanziamento interessa dunque i comuni inseriti (e non inseriti) nelle graduatorie di quattro regioni. E non è facile dire se i 4 mesi di proroga per affidare i lavori (dal 28 febbraio al 30 giugno) basteranno a chiarire tutti gli aspetti del contenzioso, oppure se non sia il caso di pensare per tempo alla prossima proroga.

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