Lavori Pubblici

Edilizia scolastica, casa, infrastrutture: Renzi "costretto" a puntare sulle costruzioni

Alessandro Arona, Massimo Frontera e Giuseppe Latour

Bellicini (Cresme): «Persi per la crisi delle costruzioni circa la metà degli 1,1 milioni di occupati: solo con un maxi piano per le infrastrutture si può dare la scossa» - Le misure sul tappeto


Un serio e ampio piano di edilizia scolastica è al primo posto nell'agenda del nuovo esecutivo Renzi, e prima ancora è una priorità di cui lo stesso presidente del consiglio incaricato ha parlato pubblicamente. Più in dettaglio Matteo Renzi ha parlato di un piano da 5 miliardi di euro per interventi da realizzare in almeno ogni città capoluogo, tra manutenzione di scuole esistenti e nuove strutture. La strada indicata da Renzi è un investimento di cinque miliardi di euro da realizzare grazie a una deroga da negoziare con Bruxelles ai vincolo del 3% deficit/pil.

La misura – se attuata – farebbe impallidire le iniziative avviate dal ministro uscente dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, cui va dato atto di aver messo in moto investimenti concreti dopo anni di disinteresse per il settore. La prima misura consiste nel piano di interventi per la manutenzione urgente delle scuole esistenti finanziato con 150 milioni, i cui cantieri devono essere affidati entro il 28 febbraio, pena la revoca del finanziamento (fanno eccezione i progetti in quattro regioni, dove le graduatorie sono state impugnate con ricorsi al Tar). Resta purtroppo nella nebbia il piano di investimenti che dovrebbe essere finanziato dall'Inail nel periodo 2014-2016 con 300 milioni (fino a 100 milioni per ciascun anno). La convenzione con il Miur non si è vista e l'impegno strappato all'Istituto resta monco del percorso attuativo.

Resta inattuata anche la promettente iniziativa voluta dall'ex ministro Carrozza per mettere a disposizione di comuni e province 40 milioni all'anno per 30 anni (con copertura dell'intero piano di ammortamento da parte dello Stato) con anticipazioni da Bei e Cdp. Il 12 febbraio è scaduto invano il termine di tre mesi entro il quale sarebbe dovuto arrivare il Dm attuativo Economia-Mit-Miur. Ci penserà l'esecutivo Renzi?

EMERGENZA CASA
Il governo uscente lascia all'esecutivo Renzi il compito di dare una risposta organica ed efficace all'emergenza abitativa. Dopo lo slancio che ha preso forma nella conferenza unificata straordinaria del 31 ottobre scorso, le ambiziose misure annunciate dal ministro uscente Maurizio Lupi non sono riuscite a tagliare il traguardo, se non in misura molto parziale. È stato rifinanziato il fondo per l'affitto (e ripartito alle regioni), ed è stato creato il fondo per la morosità cosiddetta incolpevole, senza però riuscire ad emanare il regolamento attuativo e il primo riparto dei fondi.

Soprattutto, resta nel cassetto il "decreto legge" più volte annunciato dal ministro Lupi con le misure per la ripresa dell'edilizia residenziale pubblica e sociale: dagli sgravi fiscali al piano di recupero degli alloggi pubblici inagibili, dall'ennesimo impulso alla vendita del patrimonio ex Iacp all'incentivo volumetrico per la ristrutturazione dei complessi di alloggi pubblici.
Il ministro Lupi è riuscito invece a mandare in porto la convenzione Abi-Cdp che mette a disposizione 2 miliardi di euro per la concessione di mutui agevolati. Ad oggi sono 4 le banche che hanno completato l'adesione su 20, tra istituti singoli e gruppi, che hanno annunciato di voler aderire.

PROFESSIONISTI
Altro fronte caldo è quello dei professionisti. Il prossimo ministro dovrà riprendere il lavoro del tavolo congiunto con la Rete delle professioni tecniche (Rpt), coordinata dal presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano. Nel corso di diverse sedute, negli ultimi mesi, è stata aperta una trattativa con diverse richieste. La prima è la semplificazione degli adempimenti burocratici, legata a filo doppio con il Ddl firmato dal ministro della Funzione pubblica Gianpiero D'Alia, attualmente fermo in commissione Affari costituzionali al Senato. Poi, c'è la questione della riforma degli appalti pubblici. La "lista della spesa" sarà ribadita in un convegno che Rpt ha organizzato per il prossimo 6 marzo a Roma: dai massimi ribassi ai criteri di aggiudicazione, molti aggiustamenti sarebbero necessari.

DIRETTIVE E DECRETO PARAMETRI
In questa chiave, nei prossimi mesi, si aprirà anche la partita, più di lungo periodo, del recepimento delle direttive sugli appalti pubblici e le concessioni, appena approvate dal Parlamento europeo. Infine, per architetti e ingegneri è cruciale l'impegno che Porta Pia metterà nel garantire l'applicazione del decreto parametri, sugli importi da porre a base delle gare di progettazione. Secondo le prime rilevazioni del Cni, il provvedimento, entrato in vigore a fine dicembre, è stato utilizzato in appena un bando su dieci. Il ministro in carica, Maurizio Lupi, si è già fatto garante di un'azione di moral suasion presso le pubbliche amministrazioni che dovranno utilizzare la norma. Anche il suo successore dovrà fare lo stesso.


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