Lavori Pubblici

Decreto Fare, cantieri sbloccati al 100% con le scadenze-tagliola

Alessandro Arona

Piani Anas e Rfi tutti appaltati, disinceppati i piani finanziari con accelerata ai cantieri per Tem e Pedemontana Veneta - Su 2.819 milioni stanziati, sono circa 667 quelli al ralenti rispetto alle attese

Le scadenze «pena la revoca dei fondi» fissate per le infrastrutture in attuazione del decreto Fare (69/2013) hanno raggiunto nel 100% dei casi gli obiettivi sblocca-cantieri che si prefiggevano.
Entro il 31 dicembre è stato firmato tra la concessionaria (Gruppo Gavio) e le banche il closing (contratto di finanziamento) della Tem, la nuova tangenziale est di Milano, opera da 2,1 miliardi di euro finanziata per 330 milioni di euro con il Dl Fare; e sempre entro fine anno la Regione Veneto ha approvato tutti i progetti esecutivi per le Pedemontana, project financing da 2,25 miliardi, come prescritto per ottenere i 370 milioni di euro in più dallo Stato.

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Ma nel decreto Lupi del 18 luglio 2013, che ha assegnato 1.478 dei 2.819 milioni messi a disposizione dal decreto Fare per le infrastrutture, non c'erano solo queste maxi opere. Alla scadenza del 31 dicembre sono state anche appaltate per il 70% del valore le piccole opere di ammodernamento e manutenzione straordinaria dei piani Anas (300 milioni, Piano Ponti e gallerie) e Rfi (Rete ferroviaria italiana, 361 milioni). E i target sono stati infine centrati per il secondo lotto della superstrada Anas Agrigento-Caltanissetta (finanziata per i 90 milioni mancanti su 770 puirché i cantieri si sbloccasserro e raggiungessero il 10% di Sal).

Niente da fare, invece, ma si trattava solo di 27 milioni su 1.478, e non per infrastrutture bensì per l'acquisto di treni per la ferrovia Aosta-Ivrea-Chivasso: la Regione autonoma della Valle d'Aosta non è riuscita ad aggiudicare la gara entro il 31 dicembre, e ora rischia quasi certamente la revoca.

Con il sistema della scadenza-tagliola i fondi del Decreto Fare hanno prodotto finora effetti rapidi, oltre che per i 1.478 milioni (meno 27 milioni) del Dm Lupi di luglio, anche per i 150 milioni del programma scuole e i 60 mln per il Quadrilatero stradale Marche-Umbria.
Nel primo caso era lo stesso decreto legge a fissare la scadenza del 28 febbraio per l'affidamento dei lavori, scadenza che sarà rispettata, salvo nelle quattro regioni (Veneto, Abruzzo, Campania e Puglia) dove i ricorsi al Tar hanno costretto il governo (Dl Milleproroghe) a concedere quattro mesi in più.
Nel caso Quadrilatero (60 milioni dal Dl Fare per integrare la copertura finanziaria del sub-lotto 2.1) è stato il Cipe a fissare nell'agosto scorso il termine del 31 dicembre per raggiungere un avanzamento del 90%: obiettivo raggiunto.
Effetto immediato sblocca-cantieri hanno prodotto anche l'ok ad appaltare subito il piano sicurezza Rfi (300 milioni, appalti tutti affidati alle imprese) e i 91 milioni a Strade dei parchi Spa per le complanari della A24 su Roma (cantieri accelerati).
In sostanza, dunque, gli obiettivi di sbloccare opere incagliate o appaltare subito piccole opere è stato raggiunto per due miliardi di finanziamento su 2,8, e questo ha consentito di sbloccare opere per 5,5 miliardi. In particolare è stata data certezza (aggiungendo risorse pubbliche per 700 milioni di euro) ai due maxi-project financing per Pedemontana Veneta (2,3 miliardi) e Tem (2,1) che procedevano al ralenti.

Dove invece non c'erano scadenze precise (finanziamenti per 767 milioni) il risultato è stato molto meno univoco e rapido. Così il Piano 6mila Campanili (100 milioni per mini-opere nei comuni con meno di cinquemila abitanti), che ha selezionato a inizio gennaio i primi progetti, ma non ha scadenze per i lavori; così la metropolitana M4 a Milano (172 milioni di nuovi fondi), che continua a non avere certezze sul piano finanziario e probabilmente non sarà pronta per l'expo 2015; la metropolitana di Napoli, tratta stazione-aeroporto (113 milioni), dove ci sono voluti sei mesi per la delibera Cipe e non ci sono date certe per l'avvio dei cantieri; e poi il piano scuole dell'Inail (300 milioni) che non ha sostanzialmente fatto passi avanti dal giugno scorso e infine la tratta autostradale Rho-Monza (55 milioni in più), che procede a rilento ma che dovrebbe riuscire a rispettare la scadenza Expo.


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