Lavori Pubblici

Cmc cresce ancora, spinta dall'estero - L'Ad: «Italia mercato impossibile»

Alessandro Arona

Fatturato da 908 milioni a un miliardo, la previsione è salire a 1,2 miliardi; utili stabili - Dario Foschini: «In Italia pochi appalti e ribassi choc, salvo eccezioni non partecipiamo più alle gare»

Fatturato in crescita, arrivato a sfiorare il miliardo di euro, e utile stabile, con previsioni positive anche per i prossimi anni.
Nei giorni scorsi l'assemblea dei soci della Cmc di Ravenna (la cooperativa numero uno nel mondo dell'edilizia, impresa numero quattro nella classifica globale dei costruttori) ha approvato il Budget 2014 e il Piano 2014-2016. E nel quadro della gravissima crisi in corso, con imprese medie e piccole delle costruzioni che vanno in concordato o liquidazione una dietro l'altra, le prospettive di Cmc sono in qualche modo sorprendenti. Nel prossimo triennio, infatti, il fatturato annuo della cooperativa, trascinato dalle attività all'estero, è previsto si attesti attorno a 1,2 miliardi di euro.
«Eppure soffriamo come tutti in Italia – spiega l'amministratore delegato Dario Foschini, nell'intervista esclusiva rilascaiata al sito di «Edilizia e Territorio» – il mercato domestico delle infrastrutture non solo si è ridotto ai minimi termini, ma è anche impraticabile, con ribassi che arrivano al 40% e rendono impossibile ogni marginalità. I nostri buoni risultati si devono a una serie di vecchie commesse in Italia che solo ora sono arrivate alla fase dei cantieri, ma soprattutto all'attività all'estero».

La quota di fatturato estero di Cmc, che era del 36% nel 2008, è via via salita al 49% nell'ultimo bilancio ufficiale, quello del 2012, e ha registrato un ulteriore balzo al 60% nell'esercizio 2013.
Nell'anno appena chiuso il gruppo Cmc ha fatturato «circa 1 miliardo di euro» (segnala la società) , in crescita rispetto ai 908 milioni del 2012.
«I ricavi – scrive una nota della società - , così come il portafoglio ordini di quasi 3 miliardi di euro, si realizzano per quasi il 60% all'estero : Africa Australe, Estremo Oriente, Algeria, Cina, Bulgaria, Cile, India, Nepal, Libia e USA».

Il risultato economico ante imposte arriva nel 2013 a «circa 20 milioni (allineato a quello dell'esercizio precedente)» – nel 2012 il risultato netto era stato infatti di 10 milioni di euro – «per assestarsi nel prossimo triennio attorno ai 18 milioni circa».
«La posizione finanziaria netta – prosegue il comunicato - , pari a 1,3 volte il patrimonio netto, in progressiva riduzione nell'arco del Piano, è da considerarsi positiva sia in termini assoluti che in confronto alle imprese leader del settore».
«Dal 2008 ad oggi - ha commentato l'Amministratore Delegato, Dario Foschini, nella nota della società - il mercato italiano delle costruzioni si è ridotto del 40% circa con pesanti riflessi su imprese e occupazione. Grazie al rilevante portafoglio ordini e all'efficienza nelle costruzioni di grandi opere infrastrutturali, siamo riusciti a concludere anche il 2013 con volumi in crescita, un risultato economico soddisfacente e stabilità occupazionale. In questi anni, abbiamo contrastato la crisi con l'ingresso in Italia nelle concessioni autostradali ed espandendo le nostre attività all'estero, anche entrando in nuovi mercati: dopo l'ingresso in USA, saremo presenti anche in Cile ed in India dove parteciperemo alla realizzazione di impianti idroelettrici».

A fine 2013 il personale complessivamente occupato nel gruppo Cmc, in Italia e all'estero, era di 7.187 (7.814 a fine 2012) e i soci cooperatori erano 410.
«Il settore delle costruzioni - ha detto il Presidente, Massimo Matteucci - affronta una condizione che alcuni non esitano a definire "post-bellica". Per questo occorre attivare un percorso di "ricostruzione" per superare una condizione di crisi che negli ultimi anni ha profondamente cambiato tutti gli attori del settore: imprese, committenti, comunità finanziarie. Nonostante questo quadro difficile, la nostra cooperativa continua a dimostrare una buona solidità e capacità di mantenersi nella fascia alta delle imprese di costruzioni, sia in Italia che all'estero, grazie alla propria capacità di innovazione tecnologica e di presidio territoriale del mercato».


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