Lavori Pubblici

A Torino riaffidati i lavori del metrò dopo la crisi di Coopsette, ripartono i cantieri

Maria Chiara Voci

L'appalto da 60 milioni della Lingotto-Bengasi era stato rescisso nell'agosto scorso per inadempimento, ora nuovo contratto con la cordata piemontese Co.ge.fa, Mattioda e Ccc Torino

Far ripartire il cantiere non è stato un percorso in discesa. Ma, finalmente, nella serata di lunedì 10 febbraio, è arrivata la notizia che in molti attendevano: da marzo, riprenderanno a Torino i lavori per il prolungamento sud della metropolitana di Torino, linea 1, tratta Lingotto-Bengasi.

La storia della sospensione dell'infrastruttura è una delle tante scritte nelle pagine della crisi economica, che falcia imprese all'apparenza robuste e inaffondabili: la gara per gli 1,9 chilometri da Lingotto a piazza Bengasi, con due stazioni intermedie, era stata affidata alla cordata Seli e Coopsette, vincitrici nel dicembre 2011 di un appalto integrato per la progettazione esecutiva e le opere civili. Tuttavia, i copiosi ritardi sulla consegna degli stati di avanzamento e l'incertezza legata alle difficoltà finanziarie delle due aziende ha costretto, nell'agosto scorso, la Infra-To (la società controllata dal Comune di Torino, che ha in gestione le infrastrutture di trasporto municipali) a rescindere il contratto.

Da lì si è innescata prima la trattativa, fallita, con la seconda classificata, la Ghella di Roma. Quindi, il confronto con i terzi in classifica: il raggruppamento Edilmaco-C.C.C., formato da Co.ge.fa, Mattioda e Consorzio Cooperative Costruzioni (di Torino), tre realtà piemontesi, che ben conoscono la situazione e gli attori del territorio. Il tavolo tecnico-giuridico si è concluso con un semaforo verde: da marzo il cantiere può ripartire.

Rispetto al complesso di lavori da eseguire, al momento sono state completate opere per circa l'8% dell'appalto. «Il cantiere – spiega Infra-To – consiste nella realizzazione di un tunnel di 1,9 chilometri, con tre pozzi di ventilazione e due stazioni a Italia '61, nei pressi del nuovo grattacielo della Regione, e Bengasi. Terminato l'espletamento delle pratiche notarili e amministrative, le imprese che subentrano a Seli-Coopsette provvederanno alla fase di riallestimento, per iniziare a pieno ritmo a maggio».
L'appalto, aggiudicato a suo tempo alla cifra di 59,9 milioni, sarà rilevato alle medesime condizioni, come previsto per legge. L'esecuzione delle opere richiederà tre anni: il prolungamento sarà aperto nel 2017 e già nel 2016 sarà liberata la superficie viabile di via Nizza. Resta da chiarire se il subentrante riuscirà o meno a preservare i contratti in essere con le ditte appaltatrici della vecchia cordata.
«Non è inoltre escluso – conferma Giancarlo Guiati, amministratore unico di Infra-To – che non si riescano ad accelerare i lavori. Aprire prima il metrò significa ridurre i disagi per la cittadinanza e garantire ricadute positive per tutta la città sia in termini economici, che sotto il profilo dell'ambiente e della mobilità urbana pubblica e privata».

Sulla buona riuscita della trattativa ha, peraltro, certamente influito anche la notizia della certezza della copertura finanziaria sia per il cantiere in corso che per gli ultimi debiti pregressi, accumulati negli anni per l'esecuzione della linea Uno. A fine gennaio, il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi ha concesso al Comune di dirottare sul metrò linea Uno di Torino fondi già ottenuti dalla Città per il metrò linea due, utilizzando una possibilità contenuta nell'articolo 1, comma 88 della legge di stabilità.

«La conclusione positiva dell'accordo per far ripartire il prolungamento del metrò – conclude Claudio Lubatti, assessore ai Lavori pubblici – premia lo sforzo compiuto negli ultimi mesi e testimonia la volontà della nostra amministrazione di proseguire negli investimenti delle infrastrutture del trasporto pubblico».


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