Lavori Pubblici

Panama, salta l'accordo sul Canale, Sacyr e Impregilo fermano i lavori

Simone Filippetti

Era pronto l'accordo per proseguire i cantieri e affidarsi a un arbitrato, ma il committente panamense ha abbandonato le trattative - Pressioni degli Usa per far subentrare Bechtel

Colpo di scena. Salta l'atteso accordo sul Canale di Panama tra il consorzio Sacyr-Salini e il governo locale. E ora la maxi-opera, 82 chilometri di "raddoppio" per un costo di 5 miliardi di dollari, è davvero a rischio. Lo stato centramericano ribalta il tavolo: ha abbandonato i negoziati. Il nodo sono 1,6 miliardi di extra-costi, che hanno fatto lievitare a dismisura il costo dell'opera. Sacyr e Impregilo pretendono che sia Panama, ossia il committente, a pagarli. Il governo locale risponde picche.
Il caso internazionale, sempre più intricato, è esploso a Capodanno quando il consorzio Gupc (che riunisce Sacyr, al 48%, Salini-Impregilo, al 38%, più la belga Jan de Nul e la panamense Cusa con quote minori) ha minacciato il blocco dei lavori. Dopo un mese di braccio di ferro e di continui dietrofront, e a un passo dall'accordo, che fino a 48 ore fa sembrava cosa fatta, l'inaspettata reazione di Panama che manda tutto all'aria. Uno smacco anche politico perché l'Unione Europea, e i Governi di Spagna e Italia, sono scesi in campo in prima persona per favorire una soluzione. Invece si vedono sbattere la porta in faccia dal piccolo stato centramericano. All'orizzonte, adesso, se il Canale rimarrà non ultimato, si materializza lo spettro di una lunga e costosissima causa giudiziaria internazionale.
La conseguenza immediata della mossa è il blocco dei lavori. Il cantiere si è già fermato: ci sono 10mila operai senza lavoro. E altri 40-50mila dell'indotto che ora sono in bilico. Panama scarica la colpa tutta sul consorzio. La posizione del Gupc sarebbe così inamovibile che Panama si sarebbero vista costretta a far saltare le trattative.

Eppure la bozza di accordo era molto di buon senso: garantire la fine dei lavori in attesa che un arbitrato internazionale stabilisca a chi spettino i rimborsi. L'offerta del consorzio, spalleggiata dalla Ue con il sostegno finanziario della Bei (la Banca Europea per gli Investimenti) prevede che Gupc metta 100 milioni di dollari in nuovi fondi, 300 milioni dollari già messi a disposizione, come mossa di buona volontà aggiuntiva rispetto agli obblighi contrattuali; e 400 milioni da un nuovo finanziamento. Dal canto suo, Acp avrebbe messo sul piatto 100 milioni e per il resto avrebbe previsto una moratoria per il rimborso di 785 milioni già versati al consorzio come anticipi previsti dal contratto. Di fatto, una sorta di co-finanziamento, con una ripartizione paritetica degli extra costi. Fino a lunedì sera sembrava che l'accordo fosse ormai imminente (e la proroga sul blocco dei lavori era letta come un segnale in tal senso). Un diffuso ottimismo circolava, tanto che anche la Borsa aveva fiutato un esito positivo, scommettendo al rialzo sui titoli Salini-Impregilo e Sacyr. Tutto da rifare.
Più che un dietrofront del paese, sono le interpretazioni che circolavano ieri sera, sembra più una posizione personale del solo Jorge Quijano, il numero di Acp, che cavalca la bandiera del nazionalismo (in primavera ci saranno le elezioni nel paese). Anche perché Ricardo Martinelli, il presidente di Panama, viene descritto come favorevole all'accordo. Tanto che sia il vice-presidente della Ue Antonio Tajani e il primo ministro Enrico Letta avevano telefonato allo stesso Martinelli per esprimere soddisfazione.

Che succede ora? Torna in campo l'ipotesi, già minacciata da Panama, di affidare i lavori a qualcun altro. E quel qualcun altro potrebbe essere il gigante Usa Bechtel. Più facile a dirsi che a farsi. Perché significherebbe allungare di 2 o forse 3 anni la fine dei lavori. Un lusso che Panama non si può permettere: il nuovo canale garantirà 2 miliardi di pedaggi all'anno, che saliranno a 6, quando l'opera sarà a pieno regime. Molto più del costo del rimborso. Il Governo è disposto a rinunciare a un introito del genere? A ieri sera si direbbe di sì. Ma la partita non è ancora del tutto chiusa.


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