Lavori Pubblici

Scuole, ok all'intesa governo-Regioni su osservatorio e anagrafe degli edifici

M.Fr.

Nella conferenza conferenza unificata del 6 febbraio è stata raggiunta l'intesa sui due provvedimenti che riguardano l'edilizia scolastica

Accordo storico, nella conferenza unificata del 6 febbraio, sull'anagrafe degli edifici scolastici e sull'osservatorio per l'edilizia scolastica. Sono quasi 18 anni che si attende l'attuazione delle due misure che consentiranno di misurare in modo tempestivo e reale il fabbisogno strutturale e manutentivo degli edifici. Fabbisogno che verrà meglio commisurato alle risorse da ripartire. Oggi invec il riparto è legato a parametri statistici lontani dalla domanda reale.

Per l'intesa era tutto pronto da settimane. L'ok era in calendario già nella conferenza convocata il 19 dicembre, poi sconvocata all'ultimo momento per l'improvvisa decisione dei comuni di interrompere il dialogo nelle sedi istituzionali, a causa delle tensioni sulla fiscalità immobiliare.

L'intesa riguarda due distinti provvedimenti. Il primo è la bozza di decreto del ministero dell'Istruzione che istituisce l'Osservatorio per l'edilizia scolastica. Il secondo è il testo di accordo sul «Sistema nazionale delle anagrafi dell'edilizia scolastica» (Snaes). Quest'ultimo accordo prevede un apposito decreto da parte del ministero dell'Istruzione.

Osservatorio per l'edilizia scolastica
L'osservatorio per l'edilizia scolastica è un organo politico da insediare presso il ministero dell'Istruzione e già previsto dalla legge 23/1996 (norme sull'edilizia scolastica). Ha compiti di: promozione, indirizzo e coordinamento delle attività di studio, ricerca e normazione tecnica in tema di scuole; supporto di soggetti programmatori e attuatori degli interventi; definizione di linee guida per armonizzare i piani regionali di edilizia scolastica. Ne fanno parte i rappresentanti dei seguenti ministeri: Miur (con il ruolo di presidente); Economia, Infrastrutture, Beni culturali, oltre ai rappresentanti di Regioni, Comuni e Province. L'osservatorio è assistito e supportato da una struttura tecnica «composta pariteticamente» da rappresentanti delle istituzioni già citate, cui si aggiunge un componente designato dalla Protezione Civile.

Vai alla bozza di decreto Miur sull'Osservatorio per l'edilizia scolastica (link )

Anagrafe per l'edilizia scolastica
Arriva alla svolta anche l'annosissima questione dell'anagrafe per l'edilizia scolastica, rimasta inattuata per quasi 18 anni da un contrasto, mai composto, tra Regioni e governo. L'aspetto sostanziale dell'anagrafe è che, una volta istituita, dovrebbe diventare il nuovo riferimento per il riparto dei fondi statali tra le Regioni. Il reale fabbisogno del patrimonio di edilizia scolastica, certificato appunto dall'anagrafe aggiornata costantemente, è destinata dunque a sostituire i criteri in vigore oggi, criteri condivisi da tutti (governo, regioni e comuni) ma slegati dal reale fabbisogno. L'iniziale impostazione dell'anagrafe - giudicata eccessivamente centralistica - è stata finora all'origine della mancata intesa con le Regioni e, di fatto, è anche responsabile della morte in culla di questo strumento. Pertanto, in questi anni, le Regioni si sono mosse per proprio conto. Ad oggi, 12 regioni hanno finora attivato una propria anagrafe, condividendo anche sistemi in grado di dialogare. Altre 4 regioni (Sicilia, Sardegna, Lombardia e Lazio) hanno firmato le convenzioni (con la Regione Toscana) e sono pronte ad adottare il sistema.
La proposta delle Regioni, formalizzata nell'accordo siglato il primo agosto scorso con il governo, è stato quello di "regalare" allo Stato questa anagrafe di fatto, invece di inseguire altri modelli rimasti nel regno delle ipotesi. La proposta è stata accolta. L'accordo in conferenza unificata è dunque il preludio di un provvedimento attuativo con uno stanziamento di 200mila euro da parte del Miur per finanziare la "migrazione" dei dati.

Il governo - e in particolare i due ministeri dell'Istruzione e delle Infrastrutture - avrà la visibilità globale dei dati. Ogni regione avrà accesso alle proprie informazioni. Ovviamente, anche le Regioni che non lo hanno ancora fatto, si impegnano a realizzare un sistema di interscambio dei dati per avviare l'afflusso delle informazioni al sistema.

Vai al testo dell'accordo sull'edilizia scolastica (link )


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