Lavori Pubblici

Dimezzate le vendite dei macchinari per il calcestruzzo, male anche il settore stradale

Massimo Frontera

Il settore delle macchine da cantiere ha fatto registrare una diminuzione del complessiva del 18% nel 2013 rispetto all'anno precedente. Particolarmente male i comparti delle macchine stradali (-32%) e del calcestruzzo -53%

Il comparto delle macchine movimento terra mette in archivio il sesto anno consecutivo di calo. Lo certifica l'associazione di settore Unacea, che ha diffuso il bilancio delle macchine vendute nel 2013. Rispetto al 2012, l'andamento continua a essere nettamente negativo, con una diminuzione complessiva del 18%, pari alla differenza tra i 6.192 mezzi venditi nel 2013 rispetto ai 7.553 dell'anno prima.

Ci sono però dei settori - come quello delle macchine stradali o per il calcestruzzo - che hanno subito una contrazione molto più forte della media. Le macchine stradali denunciano un calo del 32% (pari alla differenza tra 104 macchine vendute nel 2013 rispetto alle 153 vendute l'anno prima). Quanto ai macchinari per la lavorazione del calcestruzzo le vendite sono più che dimezzate (-53%) passando dalle 208 del 2012 alle 98 unità vendute nel 2013.

Il settore del movimento terra non raggiunge queste punte negative, ma chiude comunque l'anno con una diminuzione del 17% per le vendite, pari alla differenza tra le 5.990 unità vendute nel 2013 e le 7.192 vendute l'anno prima.

La sintesi dell'anno stilata dall'Unacea presenta solo due casi di variazioni positive, che peraltro vedono protagoniste due macchine molto diverse tra loro. Nel primo caso si tratta della vendita dei dumper articolati, grossi camion specializzati per il movimento terra nei cantieri (21 unità vendute nel 2013 rispetto alle 11 unità del 2012, pari a un incremento del 91%). Il secondo caso riguarda invece i sollevatori telescopici, attrezzature molto versatili e impiegate in vari settori oltre l'edilizia e le costruzioni (457 unità vendute nel 2013 contro le 451 del 2012, pari a un incremento dell'1%).

Come interpretare questo ennesimo bilancio negativo per il settore? «Che quest'ultimo dato possa indicare il raggiungimento del punto più basso del ciclo prima di una possibile ripresa, è ancora troppo presto per affermarlo», ragiona Enrico Prandini, vicepresidente di Unacea. «Molto dipenderà dai segnali che verranno dal governo in materia di rilancio delle opere pubbliche e dei lavori di contrasto al dissesto idrogeologico, di cui proprio in questi giorni si avverte una drammatica urgenza», prosegue. «Nei prossimi mesi - ricorda inoltre Prandini - sarà di grande importanza per la ripresa del comparto l'agilità d'accesso agli incentivi all'acquisto di macchinari previsti nel Decreto del Fare».

«Il mercato dei macchinari per il calcestruzzo - sottolinea Davide Cipolla, consigliere di Unacea con delega alle attività di questo gruppo merceologico - è vicino allo zero assoluto. Il mercato dell'edilizia e delle opere pubbliche è sostanzialmente fermo e questo incide pesantemente sui livelli di produzione delle imprese di macchinari. La produzione di calcestruzzo è in linea con i livelli di 40 anni fa, e anche le vendite di macchinari in termini di unità sono allineati a quel periodo storico. Occorre una presa di coscienza seria da parte delle istituzioni che c'è un intero settore che sta andando in asfissia».

Scarica la tabella riassuntiva delle vendite del 2013 a confronto con il 2012 (intero anno) (link )

Scarica la tabella riassuntiva delle vendite del 2013 a confronto con il 2012 (IV trimestre congiunturale) (link )

Scarica la tabella riassuntiva delle vendite del 2013 a confronto con il 2012 (IV trimestre tendenziale) (link )


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