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Bonatti, colpo in Kazakhstan: cittadella petrolifera da 500 milioni di dollari - Le foto

A.A.

Insieme alla locale Isker l'impresa di Parma ha superato in gara colossi come l'americana Bechtel: ora dovrà costruire in 34 mesi una "città" a servizio del maxi-giacimento di Tengiz

Una città del petrolio nelle steppe a ridosso del Mar Caspio. È questa la nuova mega-commessa da 500 milioni di dollari acquisita da Bonatti in Kazakhstan, vincendo la gara bandita dal Consorzio petrolifero TCO, un progetto che si inquadra nei piani di sviluppo del giacimento di Tengiz, il secondo del Paese.

Il contratto - annunciato da una nota dell'impresa di Parma - vale complessivamente 500 milioni di dollari, e vedrà Bonatti impegnata insieme al partner kazako "Isker Group" nella costruzione di un nuovo campo residenziale per conto del Consorzio TCO (TengizChevrOil), operativo sul giacimento di Tengiz dal 1993 e guidato da Chevron al 50%. Gli altri soci sono ExxonMobil al 25%, la locale KazMunayGas al 20% e LukArco, controllata della russa Lukoil, al 5%.

Sarà una vera cittadella del petrolio, quella che verrà consegnata "chiavi in mano" fra 34 mesi.
Ingegneria, approvvigionamento di materiali e costruzione di un'area attrezzata con 5.000 posti letto, insieme a uffici, ristoranti, strutture sportive, spazi dedicati ai servizi di sicurezza e manutenzione, oltre ai locali tecnici necessari al funzionamento dell'intero complesso, dislocati su una superficie complessiva di 150.000 mq.

Una delle peculiarità del progetto è il carattere permanente delle nuove costruzioni.
TCO ha infatti richiesto nelle specifiche di gara una tipologia di esecuzione che garantisca la "durata" degli edifici per almeno 30 anni.
Si tratta di una richiesta non casuale, poiché una delle principali esigenze della politica industriale del Kazakhstan è privilegiare gli investimenti esteri "persistenti" sul territorio e orientati alla valorizzazione del cosiddetto "contenuto locale".

Per il funzionamento della cittadella è previsto l'impiego di 2.000 addetti locali: saranno, quindi, oltre 7.000 persone a gravitare quotidianamente sull'area di Tengiz.
La stessa Bonatti per l'esecuzione della commessa si avvarrà di quote di personale locale superiori al 90%, tenendo fede ai principi della sua politica di sviluppo, orientata al radicamento nei Paesi in cui opera e alla valorizzazione delle risorse locali.

Il progetto si inquadra in un ben più ampio contesto di sviluppo dell'area petrolifera di Tengiz, il cui giacimento onshore, di tipo "super-giant" (con un'estensione di 400 km²), è stato scoperto alla fine degli anni 70.
È il sesto al mondo e il più profondo in assoluto, con riserve stimate tra i 6 e i 9 miliardi di barili di greggio: nel solo 2013 l'estrazione ha raggiunto quota 150 milioni.
Nei prossimi anni l'area sarà coinvolta da un investimento di 28 miliardi di dollari tra nuove esplorazioni, ottimizzazione dei siti operanti ed espansione delle capacità produttiva e di trasporto degli idrocarburi estratti.

Chevron, capofila del consorzio, ha annunciato recentemente l'intenzione di superare la produzione di 500.000 barili/giorno, raddoppiando le cifre attuali.
Il Kazakhstan risulta per Chevron uno dei mercati più decisivi del proprio budget 2014 (complessivamente 42 miliardi di dollari, suddivisi tra vari Paesi strategici come Nigeria, Canada, Angola, Congo e Argentina). Il Gruppo californiano può vantare un fatturato di 260 miliardi di dollari, 65.000 dipendenti, 3,5 milioni di barili di petrolio prodotti al giorno e si colloca tra le cinque major internazionali del settore insieme a Shell, Exxon, Bp e Gazprom.

Bonatti realizzerà il progetto insieme al partner locale Isker Group, la società più rappresentativa dell'area occidentale kazaka nel settore ingegneria, costruzioni e servizi.
«La commessa - spiega la nota dell'impresa italiana - già dalle fasi preliminari di gara, ha mostrato il suo inquadramento in un contesto internazionale altamente esigente e competitivo.
Se da un lato, infatti, Chevron si è avvalsa della consulenza progettuale di importanti società di ingegneria americane come Fluor e Worley Parsons, dall'altro Bonatti/Isker hanno dovuto battere la concorrenza di colossi come Bechtel – uno dei primi General Contractor al mondo – e di agguerrite società locali come KazStroyService (KSS) e Kentz - NefteStroyServices (NSS)».


Le attività previste dal contratto sono già in fase d'avvio.
Bonatti, già presente e attiva in Kazakhstan con progetti di vasta portata come la costruzione degli impianti onshore di Kashagan (oggi in corso di attivazione), potrà avvalersi del supporto della sua nuova base logistico/operativa, inaugurata a fine 2013.
Situata ad Atyrau, la "capitale petrolifera" del Kazakhstan, la nuova base Bonatti ha una capacità di 500/700 persone ed è strutturata allo scopo di assicurare appoggio logistico alle aree operative del Paese come quella di Tengiz.



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