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San Gottardo, nasce il tunnel «green». Così la Svizzera ha bloccato sul nascere le proteste no-tav

Maria Chiara Voci

Sarà pronto nel 2019 il tunnel ferroviario più lungo al mondo: 57 km di tratta principale e 152 km di gallerie accessorie, per un costo di circa 8 miliardi di euro

Erstfeld, 24 ottobre 2013. Intorno al cantiere del nuovo tunnel ferroviario del San Gottardo, scorre la quotidianità di un giovedì mattina, in una tiepida giornata di autunno, con i prati ancora verdi e la neve che tarda a comparire. Nel piccolo centro montano, vicino al lago dei quattro cantoni e a Lucerna, non sono molti i segni che tradiscono la presenza di un maxi-cantiere: pochi i prefabbricati presenti. Ben visibili solo gli accessi al portale nord della galleria. Nel ventre della montagna, però, i lavori sono tutt'altro che ultimati. La fase di attrezzaggio del traforo procede ogni giorno a ritmo.

Sarà il tunnel più lungo al mondo, con 57 km di lunghezza, da Ersfeld a Bodio, e oltre 152 km di gallerie accessorie. Due canne, scavate a 550 metri di altitudine sul mare, che consentiranno ai treni di attraversare la montagna senza più inerpicarsi fino a raggiungere l'imbocco della vecchia galleria e di mantenere una velocità, a seconda che trasportino merci o passeggeri, di 160 o 250 km/h. Un investimento che mette in campo livelli altissimi di know-how e che vale 9.897 milioni di franchi, pari a circa 8 miliardi di euro, a cui si aggiungono 2.543 milioni di franchi investiti dallo Stato federale per il futuro tunnel del Monte Ceneri, 15,4 km nei pressi di Lugano. Oltre, naturalmente, alla galleria di base del Lötschberg, 34,6 km fra Frutigen e Raron, già inaugurata nel 2007 e che è parte del progetto della Nuova Ferrovia Transalpina (Nfta).

I numeri e le caratteristiche del San Gottardo sono, in tutto, speculari al futuro tunnel di pianura della Torino-Lione. L'esperienza in corso Oltralpe ci racconta molto di ciò che potrebbe accadere in Valsusa. In Svizzera la costruzione dell'infrastruttura, iniziata nel 1999, procede a passo spedito: lo scavo, effettuato al 75% con talpa, è terminato nel 2010. L'attrezzaggio delle due canne di scorrimento è al 57%. L'apertura al traffico della galleria è fissata a maggio del 2016. Nel 2019, quando sarà concluso anche il tunnel del Ceneri, basteranno tre ore per viaggiare fra Milano e Zurigo. Portare un tunnel montano in pianura, a 550 metri, significa per la Svizzera ridurre da 26 per mille a 12 per mille le pendenze e accorciare di 40 km il tragitto fra Basilea e Chiasso.
«Anche qui, all'inizio, non sono mancate le proteste della popolazione – racconta Gregor Saladin, capo della comunicazione dell'Ufficio federale svizzero dei Trasporti, pari al nostro ministero -. Ma il dissenso è stato gestito e il progetto adattato. Certo, questo ha significato investire di più». A fare la differenza, sono state inoltre le opere di compensazione. Dagli scavi sono stati estratti 28,2 milioni di tonnellate di smarino, una mole di terra tale da riempire un treno di 7.160 km, cioè la distanza fra Zurigo e Chicago. «Parte di questa terra – spiega Renzo Simoni, presidente della Direzione di AlpTransit, la società che, come farà la futura Ltf, gestisce il cantiere – è stata riutilizzata per la produzione del calcestruzzo necessario al rivestimento delle gallerie. Mentre un'altra parte è stata impiegata rinaturalizzare il territorio compromesso, trasportata tramite ferrovia e chiatte nel lago di Uri e utilizzata in zone di acqua poco profonda per creare tre isole balneari e tre riserve protette».
I fondi per finanziare il San Gottardo e il Monte Ceneri, così come per il Lötschberg, arrivano da una vera politica di riequilibrio modale. Lo Stato ha creato un fondo per il finanziamento del trasporto pubblico, alimentato al 64% con le tasse al trasporto pensante, al 23% con le imposte sui carburanti e per il resto con i proventi dell'Iva. «Tutti i costi sono coperti – assicura Peter Fuglistaler, direttore dell'Ufficio federale Trasporti -. Anche da noi accadono imprevisti. Come nel caso del Ceneri, dove le opere geologiche stanno chiedendo più tempo del previsto. Ma taglieremo i traguardi nei tempi stabiliti».


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