Lavori Pubblici

Pedaggi autostradali, Lupi ottiene dalle società gli sconti del 20% per i pendolari

A.A.

Il Ministro annuncia l'accordo con le concessionarie - Era quello che voleva: chi percorre una tratta di max 50 km per almeno 10 volte al mese avrà sconti graduali fino al massimo del 20% per 20 passaggi

Accordo raggiunto tra il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi e le società concessionarie autostradali sul tema delle tariffe. «A partire dal 1° febbraio - ha annunciato lo stesso Lupi - per un periodo sperimentale fino al 31 dicembre 2015, verrà applicata su tutta la rete una riduzione del 20% per i pendolari che utilizzano una tratta autostradale per 20 volte al mese».
Si avrà diritto allo sconto utilizzando la stessa tratta, entro un raggio di 50 chilometri, per almeno 10 volte al mese andata-ritorno: in questo caso la riduzione del pedaggio sarà del 10%. Lo sconto salirà poi gradualmente, dell'1% per ogni giorno in più di utilizzo, fino a un massimo del 20%.
Lo strumento per attuare tutto questo sarà il Telepass, che una volta raggiunto a fine mese un numero di transiti A/R sulla stessa tratta compreso tra 10 e 20, calcolerà lo sconto da applicare sulla fattura periodica che viene addebitata sul conto corrente dell'utente.
È quello Lupi aveva chiesto alle concessionarie nell'incontro del 16 gennaio con l'Aiscat, convocato per rispondere alle polemiche scatenatesi dopo gli aumenti medi del 3,9% scattati dal 1° gennaio (con punte dell'8%) in base alle convenzioni vigenti.
Lupi verrà incontro anche alle richieste degli autotrasportatori, ma senza sottrarre ricavi alle concessionarie: sarà utilizzato, previo accordo con le organizzazioni di categoria, il fondo ordinario autostrasporto, dunque con finanziamenti diretti "compensativi" agli operatori.
Tornando invece ai pendolari, Lupi ha concordato con le concessionarie che per quattro mesi le società non riceveranno nessuna compensazione per gli sconti. Poi si vedrà, a fine maggio, cosa sarà successo. Lupi sostiene che, vista la crisi e il traffico calante, applicando sconti gli utenti potrebbero aumentare, rendendo di fatto stabili i ricavi.
Le società sostengono invece che per i pendolari il traffico è poco "elastico", poco sensibile cioè alle variazioni di tariffa, specie su tratte brevi, e dunque temono un calo di ricavi. Si è concordato di fare il punto fra quattro mesi, dati alla mano, e poi ricontrattare il da farsi.
A occuparsi di questo sarà un tavolo permanente, della durata di due anni, composto da Ministeri delle Infrastrutture e dell'Economia, Aiscat e Autorità di vigilanza sui trasporti, il cui compito principale sarà studiare sistemi di revisione dei metodi tariffari, cercando per la prossima dead line del 1° gennaio 2015 di produrre una riduzione o un azzeramento di ulteriori aumenti tariffari. Si cercherà, in accordo con la Ue e imitando il modello spagnolo, di concedere mini-proroghe alle concessioni in essere, di uno o due anni, efficaci soprattutto sulle scadenze brevi, in modo da spalmare negli anni (e attutire) gli aumenti tariffari dovuti per gli investimenti.
Il tavolo avrà anche l'obiettivo di eliminare dalle convenzioni gli investimenti "inutili", o sovrabbondanti rispetto alle esigenze, riducendo così gli aumenti che in base alle formule tariffarie dovrebbero scattare per compensarli. Una prospettiva su cui c'è già il pieno accordo di Autostrade per l'Italia.
Altra misura allo studio è l'«imputazione del costo delle opere non ammortizzate a carico del concessionario subentrante». Lupi vuole infine favorire l'accorpamento delle società più piccole, ma non sarà una cosa né facile né immediata.


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