Lavori Pubblici

Metrò Torino, intesa con Lupi per spostare 28 milioni sulla Lingotto-Bengasi

Maria Chiara Voci

I fondi erano fermi su un progetto della linea 2, e serviranno a coprire extra costi fisici sulla tratta Lingotto-Bengasi e vecchi oneri finanziari del Comune per i lavori (oggi conclusi) della linea 1

Torino dirotta 28 milioni dalla linea 2 alla linea 1 del metrò. E inaugura così la possibilità, contenuta nell'articolo 1, comma 88 della legge di Stabilità, che assegna al Cipe il compito «entro 30 giorni» di spostare risorse dalle linee metropolitane i cui lavori non siano ancora stati affidati a opere già in corso.
Nel caso torinese, però, la norma della "finanziaria" viene applicata come presupposto giuridico, ma con una serie di particolarità. L'intera storia nasce ai tempi della Giunta Chiamparino, quando al timone dei Lavori Pubblici c'era Maria Grazia Sestero. La Città, all'epoca, aveva deciso di partecipare a un bando, promosso dal Ministero delle Infrastrutture, che assegnava fondi per nuove linee di trasporto. «A Torino – spiega l'attuale assessore, Claudio Lubatti – furono assegnati 28 milioni, sui 146 necessari da studio di fattibilità, per avviare i lavori della prima tratta del metrò linea 2». Quella che, per intenderci, sarà a servizio del futuro quartiere della variante 200.

Le risorse stanziate da Roma, in una logica di finanziamento tradizionale 60% Stato e 40% enti locali, non sono state tuttavia mai spese. Anche perché, in tempo di crisi e tagli ai trasferimenti, era troppo oneroso per le amministrazioni del territorio trovare i soldi del disavanzo fra quanto richiedeva il progetto (che pur rimane nei piani futuri della Città) e quanto era coperto dal Governo.
«Di fronte alla ricognizione del Ministero, per capire se erano stati impiegati i fondi – spiega però Lubatti – abbiamo chiesto un incontro al ministro Lupi. Riunione che si è svota nei giorni scorsi, presenti anche il sindaco Fassino e l'assessore al bilancio Passoni. A Roma, abbiamo fatto presente che di quei 28 milioni avevamo comunque bisogno, su altri progetti in corso». Per non perdere quanto già ottenuto, si è dunque deciso di utilizzare il comma 88 della legge di stabilità e far scivolare lo stanziamento dalla linea 2 alla linea 1, di cui è in corso il prolungamento verso piazza Bengasi.
«A differenza di quanto avverrà per altri casi, noi non attingiamo al bacino di risorse previste dall'articolo della Finanziaria, ma riutilizziamo fondi che già ci spettano – prosegue Lubatti -. Per consentire lo spostamento, sarà con ogni probabilità sufficiente una comunicazione in Cipe anziché l'approvazione di una vera e propria delibera».

L'iniezione di risorse, che saranno presto trasferite dal ministero, aiuterà a sbloccare lo stallo in cui si trova da qualche mese il cantiere per il prolungamento Sud, circa 2 chilometri aggiuntivi da Lingotto a Bengasi, con due stazioni intermedie. I lavori sono iniziati a giugno del 2012, ma InfraTo (la Srl del Comune) è stata costretta a rescindere, ad agosto 2013, il contratto firmato con la cordata delle imprese Seli e Coopsette, in pesanti difficoltà finanziarie. Da lì è partita la trattativa, che si è arenata, con la Ghella di Roma, seconda classificata, ed è attualmente in corso il dialogo con la terza nell'appalto, la Edilmaco, formata da Mattioda, Cogefa e Ccc.
L'importo alla base dell'appalto era di 59,9 milioni: ad oggi, sono state svolte opere per circa un 8% dell'ammontare. Ma, nel subentro fra un'impresa e l'altra è quasi scontato che saltino fuori spese aggiuntive, anche se in teoria dovrebbero essere mantenute le medesime condizioni di aggiudicazione. «I 28 milioni – chiarisce comunque Lubatti – non saranno utilizzati solo per coprire la tratta in esecuzione. In realtà, la Città già nei mesi scorsi aveva deciso di unificare tutti i conti dei tratti già realizzati del metrò 1, potendo così utilizzare i fondi in modo flessibile, per coprire anche i maggiori costi emersi in tratte già concluse. Grazie a questo accorgimento, che lega il disavanzo accumulato con un'opera ancora in esecuzione, sarà possibile fare un passo avanti per mettere a posto le spese».
Negli anni scorsi, infatti, in presenza di ritardi nei trasferimenti statali, il Comune fu costretto ad aprire con le banche linee di credito per garantire la fluidità di pagamenti alle imprese, necessaria per non rallentare i lavori. Proprio questi oneri finanziari, che ancora pesano sulle casse del Comune, hanno fatto aumentare i costi delle tratte precedenti del metrò, ora concluse. I 28 milioni spostati sulla Lingotto-Bengasi, dunque, serviranno in parte a coprire gli extra-costi dovuti al riaffidamento dell'appalto, e in parte a liberare il Comune dei maggiori oneri finanziari maturati sulle tratte già concluse.


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