Lavori Pubblici

Pagamenti, Ance: «Solo un leggero miglioramento: il ritardo si riduce da 8 a 7 mesi»

Massimo Frontera

Il ritardo nella liquidazione dei Sal continua a essere elevato, in alcuni casi superiore a due anni, nonostante le nuove regole europee. Lo dice l'Ance nella sua ultima analisi sugli effetti del decreto "pagamenti"

Sul fronte dei pagamenti, la situazione delle imprese di costruzioni migliora ma non troppo. I miglioramenti ci sono, ma vengono giudicati «modesti» dai costruttori dell'Ance, che sonocciolano i numeri di un disagio tuttora esistente.

È vero che - come emerge dalle elaborazioni del centro studi dell'Ance (in base alle informazioni fornite dalle imprese associate) - c'è stata «una riduzione dei tempi medi di pagamento», ma si tratta di una riduzione minima: da 8 mesi a 7 mesi. In altri termini, le imprese vengono pagate dal committente pubblico in media «146 giorni oltre i termini fissati dalla legge (75 giorni per i contratti precedenti al 2013 e 60 giorni per il contratti firmati dopo il 1° gennaio 2013)». In qualche caso i ritardi continuano a superare i due anni.

È anche vero, concede l'Ance, che si è verificato un «buon funzionamento» del decreto "Pagamenti" (n.35/2013) «con 7 miliardi pagati (alle imprese del settore costruzioni, ndr) a fine dicembre su 7,5 stanziati». Proprio oggi, peraltro, il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha comunicato lo stato di avanzamento sull'attuazione delle norme del decreto 35/2013, cosiddetto "pagamenti" (scarica il documento a questo link )

Secondo i costruttori si conferma, dunque, «il permanere di una situazione di forte difficoltà nel settore delle costruzioni, in assenza di un piano di pagamenti di tutti i debiti arretrati». Secondo l'Ance mancano ancora all'appello «10-11 miliardi».
In questo senso non mancano le preoccupazioni per l'immediato futuro. «C'è il rischio – già se ne vedono i primi segnali - di un nuovo peggioramento della situazione dei pagamenti in assenza di un intervento strutturale sulle cause dei ritardi, in primis sulle regole del Patto di stabilità interno».
Detto in altri termini, se non si sbloccano altri "spazi" finanziari che consentano ai comuni di erogare risorse anche nel 2014, ben oltre i limiti concessi dalle ultime leggi finanziarie, rimarrà un ostacolo insormontabile alla restituzione del dovuto.

Ma c'è di più. Non poche amministrazioni, denuncia l'Ance, mettono in pratica misure elusive delle nuove norme europee sui tempi di pagamento. «Si moltiplicano - si legge nello studio dell'Ance - le prassi gravemente inique da parte delle Pubbliche Amministrazioni: circa i due terzi delle imprese segnalano che le Pubbliche Amministrazioni chiedono di accettare, in sede di contratto, tempi di pagamento superiori ai 60 giorni; la metà delle imprese indica inoltre che le Pubbliche Amministrazioni chiedono di ritardare l'emissione degli Stati di Avanzamento Lavori (S.A.L.) o dell'invio delle fatture; infine, al 17% delle imprese viene chiesto di rinunciare agli interessi di mora in caso di ritardo».


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