Lavori Pubblici

Camanzi (Autorità Trasporti): «Sulle autostrade regole più equilibrate»

Giorgio Santilli

Parla il presidente dell'Authority: «Faremo proposte per limitare i rincari senza tagliare gli investimenti» - Subito indagini su ferrovie e Tpl

«Mi auguro che il dibattito di questi giorni sulle tariffe autostradali non finisca come dice l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, con quell'aut aut fra aumenti tariffari e riduzione degli investimenti. Sarebbe triste per il Paese. Sono convinto che nel mezzo di questi due estremi ci siano numerose soluzioni intermedie possibili che meritano di essere valutate e approfondite per consentire gli investimenti e limitare gli aumenti tariffari. Penso che in questo senso sia possibile un nostro contributo in termini di proposte che potrebbero portare benefici e miglioramenti apprezzati dai gestori, dai concedenti e dai consumatori».

L'Autorità per la regolazione nei trasporti diventa operativa da oggi e il suo presidente, Andrea Camanzi, prima ancora di parlare dei due dossier subito all'ordine del giorno del consiglio, ferrovie e trasporto locale, vuole chiarire la posizione sulle tariffe autostradali: non ci sta a essere tirato per la giacca da chi in questi giorni ha attribuito all'Autorità un difetto di intervento per i rincari autostradali avvenuti («non eravamo neanche operativi») né sposa la posizione minimalista di chi dice che l'Autorità potrà intervenire solo sulle nuove concessioni e non avrà alcuno strumento per intervenire sui rapporti esistenti. «Pacta servanda sunt e noi non possiamo e non vogliamo certo modificare d'autorità i contratti esistenti, ma credo ci sia uno spazio per un nostro intervento migliorativo anche sulle concessioni in essere, come è atteso da molti, visto che da più parti siamo stati tirati in ballo in questa vicenda». È possibile «più trasparenza» - dice Camanzi - ma soprattutto il presidente dell'Autorità ricorda che «le tariffe devono essere costruite sul riconoscimento di costi efficienti e pertinenti all'impresa, non su qualunque costo». Fa capire che uno degli strumenti fondamentali nell'azione dell'Autorità sarà l'introduzione di obblighi di «contabilità regolatoria» previsti esplicitamente dalla norma istitutiva dell'Autorità (articolo 37 del decreto legge 201/2011).

Presidente Camanzi, che vuol dire che l'Autorità è operativa da oggi?
Noi stiamo correndo già dal 17 settembre, giorno successivo alla pubblicazione del Dpr che nominava me e i colleghi Marinali e Valducci. Finora abbiamo trovato la sede al Lingotto di Torino e le soluzioni organizzative per avviare il lavoro. Il 19 dicembre abbiamo approvato la delibera di entrata in operatività. Da domani diventiamo operativi anche nei settori nei quali non ci sono provvedimenti già avviati e subentriamo integralmente all'Ufficio di regolazione dei servizi ferroviari (Ursf) del ministero delle Infrastrutture.

Sulle ferrovie siete quindi immediatamente operativi. Per gli altri settori?
Stiamo monitorando le attività in corso presso il ministero delle Infrastrutture, il ministero dello Sviluppo economico, l'Enac per garantire una continuità dell'azione regolatoria in questa fase di passaggio. Alla fine di questa ricognizione, che sta procedendo con molto spirito di collaborazione, faremo il passaggio di consegne formale.

A quando le prime decisioni?
Già nel consiglio che terremo a Torino giovedì (domani, ndr) avremo all'ordine del giorno l'apertura di due indagini sul settore ferroviario e sul settore del trasporto locale. Non c'è tempo da perdere, il nostro vero vincolo è il tempo. Lavoriamo come se dovessimo salire su un treno in corsa, ma è nostra intenzione prenderlo.

Le gare che si annunciano in varie Regioni e città per i trasporti locali, quelle per il trasporto ferroviario regionale, il tema dell'unbundling ferroviario, la concorrenza nell'alta velocità: ecco perché non volete perdere il treno.
Appunto. Siamo convinti che ci siano alcuni temi che meritano subito la nostra attenzione.

Quali sono questi punti nel settore ferroviario?
Ovviamente non posso anticipare decisioni che devono ancora essere prese ma posso dire che le macroaree di nostro interesse sono almeno tre: l'Alta velocità, la definizione dei pedaggi per l'accesso e l'uso delle infrastrutture, il trasporto ferroviario regionale, che presenta per altro sovrapposizioni con il trasporto locale.

Come interverrete?
Tra i poteri che useremo con cautela e proporzionalità, ma anche con grande determinazione, c'è quello che ci consente di applicare gli obblighi di contabilità regolatoria alle imprese per analizzarne i costi. Nelle tlc si usa dal 1998, nei trasporti c'è molto da fare. È uno strumento che ci consentirà di avere una vera trasparenza sui costi. Ricordo che non tutti i costi, ma solo quelli efficienti e pertinenti delle imprese regolate devono contribuire alla formazione delle tariffe.
Quando pensate di esaminare il tema della separazione societaria nel settore ferroviario?
Ci siamo impegnati a prevedere un capitolo o un allegato nella prima relazione annuale che dovremmo tenere al Parlamento in giugno.

Sul trasporto ferroviario regionale come agirete?
Oltre alla contabilità regolatoria e alla definizione dei bandi di gara, lì abbiamo il potere particolare di definire, sentiti il ministero delle infrastrutture, le Regioni e gli enti locali, gli ambiti del servizio pubblico. Potremo valutare se sia opportuno un bacino regionale unico o più bacini, se il bacino unico debba essere multimodale.

Lo stesso tema si pone per il trasporto locale.
Mentre per le ferrovie le nostre indicazioni sono vincolanti, per il trasporto locale, così come per altre modalità di trasporto, l'Autorità fornisce indicazioni a supporto delle decisioni di Regioni ed enti locali. Sul trasporto locale fisseremo inoltre la qualità minima del servizio pubblico. In tutto questo valuteremo i meriti di un approccio multimodale e di un'integrazione tariffaria, modale e regolatoria.

Potrete intervenire anche sulle modalità di affidamento del trasporto locale? L'in house è uno dei grandi mali che creano inefficienza nel Paese.
Non possiamo intervenire direttamente su questo tema che è competenza dell'Antitrust. Ma certamente gli orientamenti che matureranno attraverso le decisioni dell'Autorità contribuiranno a ridisegnare il mercato e a creare efficienza. La decisione sulle modalità di affidamento restano delle Regioni e degli enti locali.

Come risponde a chi dice che avete poteri deboli e il vostro ruolo resterà marginale?
I poteri ce li abbiamo e dico che quel che conta è esercitare le funzioni regolatorie più che ragionare se i nostri poteri siano sufficienti. Ho già detto del ruolo della contabilità regolatoria. Anche nel favorire l'innovazione tecnologica daremo un contributo importante, convinto che a beneficarne alla lunga sarà l'utente. Auspichiamo collaborazioni istituzionali con l'Antitrust e con l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, ma soprattutto ci auguriamo un atteggiamento collaborativo di tutti, imprese regolate, enti pubblici concedenti, Parlamento, Governo. Siamo consapevoli che, a differenza delle Autorità per le tlc e per l'energia, nate per creare un mercato in settori appena liberalizzati, noi siamo stati istituiti per una scelta strategica del Governo e del Parlamento. Noi ci accomodiamo a una tavola già apparecchiata e tanto più questo spirito riformatore sarà condiviso da tutti, tanto più si vedrà il risultato in termini di beneficio per il Paese.


Il settore aeroportuale. Con il rinnovo delle concessioni dei grandi aeroporti a fine 2013, quel treno lo avete perso?
Anzitutto mi compiaccio per l'accelerazione di decisioni regolatorie che la nostra entrata in funzione ha messo in moto. Ma non credo proprio che il treno sugli aeroporti sia perso. Mi piacerebbe. Ma non mi pare proprio che siano scomparsi tutti i problemi per quel settore.


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