Lavori Pubblici

Aumentano le richieste di mutuo, e dall'Ance parte l'affondo sulle banche: «Basta scuse, tornate a finanziare la casa»

Massimo Frontera

I costruttori fanno pressing sul mondo del credito per riattivare i prestiti a imprese e famiglie. La richiesta è tanta, ricorda l'Ance, ci sono le condizioni e anche i soldi

Le famiglie italiane sono le meno indebitate d'Europa, lo spread è basso, il rischio Paese è ridotto, e ci sono anche i soldi a tasso agevolato: quelli che la Cassa depositi e prestiti ha già reso disponibili (2 miliardi di euro a tasso agevolato e 3 miliardi per acquistare titoli e bond con alla base mutui fondiari).

Il messaggio, chiaro e forte è partito dai costruttori dell'Ance all'indirizzo degli istituti di credito. Un messaggio che comunica anche l'esasperazione per il perdurare dell'"aridità" fianziaria che caratterizza il mercato della casa. All'assenza delle banche, sottolinea l'Ance, corrisponde invece un'elevata domanda.

La nota dei costruttori è arrivata infatti dopo la diffusione degli ultimi dati sulle richieste di mutuo nel 2013, diffuse da Crif che mostrano appunto l'allargarsi della forbice tra le richieste di prestito e concessione dei mutui. Per quanto riguarda i mutui, a dicembre, è stata una crescita del numero di richieste pari a +6,5% rispetto allo stesso mese del 2012 «Si tratta del sesto mese consecutivo - precisa Crif - che si chiude in positivo, anche se in termini aggregati nell'arco dei 12 mesi il numero di richieste di mutui rimane ancora inferiore (-3,6%) rispetto al 2012 e sostanzialmente dimezzato rispetto agli anni precedenti». «Quanto ai prestiti, invece, l'ultimo mese dell'anno ha fatto registrare una contrazione pari a -11,8% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, dato che porta la flessione complessiva dell'intero 2013 ad assestarsi ad un -4,7% rispetto al 2012».

«Esiste in Italia ancora un elevato fabbisogno di case e queste nuove richieste di mutui lo dimostrano - sottolinea il presidente dell'Ance Paolo Buzzetti -. Le famiglie italiane hanno tutte le carte in regola per ottenere credito, infatti, anche in questi difficili anni di crisi, sono rimaste tra le meno indebitate d'Europa».

Da queste premesse parte l'affondo di Buzzetti: «Lo spread più basso, il minor rischio Paese e il taglio del costo del denaro, devono convincere le banche a riaprire i rubinetti del credito per famiglie e imprese, grazie anche all'accordo Abi-Cdp che mette a disposizione degli istituti di credito 5 miliardi per nuovi mutui casa».

«Le parole del presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, sulla possibile ripresa dei prestiti delle banche nei prossimi mesi, ci fanno ben sperare - ha concluso il presidente dell'Ance -. Adesso ci sono le condizioni per riattivare il circuito del credito, solo così il 2014 potrà essere l'anno dell'inversione di rotta».

Peraltro, la provvista di 2 miliardi messa a disposizione da Cdp e resa operativa nel mese di dicembre, risulta ancora inutilizzata, in quanto ancora nessun istituto di credito risulta ad oggi avere aderito alla convenzione e richiesto i soldi (link ).

Secondo l'ultimo studio dell'Ance , lo stock di mutui casa rispetto al Pil in Italia è fermo al 23%, un valore molto inferiore alla media europea (51,7%), in particolare a quella dei Paesi considerati meno rischiosi, come Germania (45,3%), Francia (42,4%) e Danimarca (100,9%).


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