Lavori Pubblici

Autostrade, Lupi: «Subito sconti alle categorie deboli, poi rivediamo le convezioni»

Alessandro Arona

Risposta del Ministro alla Camera sul tema degli aumenti tariffari: «Non è possibile modificare unilateralmente le convenzioni in essere, ma va fatto in accordo con l'Europa e le società»

«Non sono possibili modifiche unilaterali dei contratti in essere con le società autostradali per cambiare il metodo di determinazione delle tariffe - ha detto oggi il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi al question time alla Camera, pressato dalle proteste di tutti i gruppi parlamentari (compreso il Pd) dopo gli aumenti medi del 3,9% scattati il 1° gennaio - però, visto il mutato contesto economico, dobbiamo subito intervenire per prevedere insieme alle società (che incontreremo già la prossima settimana) un sistema di abbonamento con sconti per le categorie deboli, e penso soprattutto ai pendolari; e poi, entro l'anno, d'intesa con la Commissione europea e con le concessionarie, dovremo comunque prevedere una modifica degli attuali meccanismi, in essere dal 2007, per adeguarli al mutato quadro economico».
Il Ministro ha fatto ad esempio riferimento all'ipotesi di proroghe (che sarebero comunque "mini, di uno o due anni) della durata delle concessioni, al fine di spalmare su più anni gli aumenti più gravosi determinati in base alle regole vigenti, o all'ipotesi di lavorare per spingere le società più piccole ad accorparsi, a fondersi. Infatti gli aumenti tariffari che in base alle regole concordate scattano per remunerare gli investimenti effettuati (già pagati a Sal e accertati dal Ministero) sono molto più pesanti, a parità di investimento effettuato, più è piccola la rete gestita; se infatti i chilometri sono molti, come nel caso di Autostrade per l'Italia, la remunerazione dell'investimento può essere spalmata su tutta la rete, e l'aumento in percentuale è più basso. Ecco perché alcune piccole società come Autovie Venete o Strade dei Parchi hanno subito aumenti nettamente superiori alla media.

«Noi - ha detto il Ministro - dobbiamo immediatamente intervenire in dialogo coni concessionari autostradali per alleviare i disagi sulle categorie più deboli, attraverso un sistema di abbonamenti e lavorare di comune accordo tra parlamento e commissioni per individuare anche con la Commissione europea formule che tengano conto di un contesto economico radicalmente diverso dal 2007».
Il sistema degli abbonamenti ha trovato l'intesa anche della segreteria del Pd, come confermato dal responsabile Infrastrutture del partito (membro della segreteria) Deborah Serracchiani, dopo un incontro con il Ministro Lupi.

Il Ministro, alla Camera, ha sottolineato che quello delle concessioni autostradali è «un sistema molto differenziato che non può essere riformato con un unico atto», e soprattutto che «non si possono cambiare unilateralmente i contratti in essere». Lupi ha ricordato che ci provò il Governo Prodi nel 2006, con Di Pietro Ministro delle Infrastrutture (allora si tentava di imporre livelli tariffari anche con riduzioni dei pedaggi esistenti, in base a livelli di redditività omogenei) e poi l'esecutivo Berlusconi nel 2009, su iniziativa del Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, imponendo un blocco degli aumenti tariffari, ma in entrambi i casi «il governo dovette fare marcia indietro», e nel caso del blocco tariffario anche «ripagare alle società autostradali i i mancati guadagni». «Si tratta - ha aggiunto Lupi - di un contesto giuridico molto vincolante».


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