Lavori Pubblici

Pagamenti Pa, direttiva Ue disattesa: i tempi medi restano di 146 giorni

Alessandro Arona

La legge impone 30 giorni (60 in casi speciali) - Osservatorio Ance: nei lavori pubblici l'82% delle imprese viene pagata in ritardo - Restano 11 miliardi di debiti arretrati (su 19) da pagare

È ancora largamente disattesa, almeno nel settore dei lavori pubblici, la direttiva europea 2011/7, entrata in vigore il 1° gennaio 2013, che impone il pagamento di lavori, servizi e forniture pubbliche entro 30 giorni dalla fattura (elevabili a 60 solo se concordato espressamente nel contratto e «purché sia oggettivamente giustificato dalla natura particolare del contratto o alcune sue caratteristiche»). E anche i debiti pregressi della Pa (antecedenti al 2013), sempre nel campo dei lavori, restano ancora per oltre la metà (11 miliardi su 19) non pagati e senza certezza di pagamento, nonostante il decreto legge 35 dell'8 aprile scorso che ha sbloccato complessivamente circa 47 miliardi di euro di debiti della Pa.

La fotografia della situazione viene dall'osservatorio Ance sui pagamenti Pa, basati su dati ufficiali e su indagini periodiche su campioni di imprese di costruzione.

Tempi pagamento
Secondo l'indagine realizzata dall'Ance presso le imprese associate, nel 2° semestre 2013, l'82% delle imprese registra ancora ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione (era l'88% nel primo semestre).
In media, le imprese che realizzano lavori pubblici sono pagate 7 mesi (210 giorni) dopo l'emissione del SAL, e cioè 146 giorni oltre i termini fissati dalla legge (75 giorni per i contratti precedenti al 2013 e 60 giorni per il contratti firmati dopo il 1° gennaio 2013) e le punte di ritardo superano ancora i 2 anni.

Direttiva europea disattesa
Ritardi importanti - segnala l'Ance - vengono registrati anche per i contratti stipulati dopo il 1° gennaio 2013, ai quali si applica la nuova direttiva. Per questi contratti, si registrano tempi di pagamento 2 a 3 volte superiori a quelli fissati dalla normativa europea.
Permangono inoltre frequenti situazioni in cui le amministrazioni pubbliche (bandi di gara, circolari amministrative…) disattendono esplicitamente le regole fissate dall'Europa sulla tempestività dei pagamenti, sia per quanto riguarda i tempi di pagamento che per quanto riguarda gli eventuali indennizzi in caso di ritardo.
Solo un quarto delle imprese del campione Ance, infatti, segnala di aver riscontrato il rispetto della direttiva europea da parte di alcune P.A.
Inoltre - scrive l'Ance - «si moltiplicano le prassi gravemente inique da parte delle Pubbliche Amministrazioni: circa i due terzi delle imprese segnalano che le Pa chiedono di accettare, in sede di contratto, tempi di pagamento superiori ai 60 giorni; la metà delle imprese indica inoltre che le Pubbliche Amministrazioni chiedono di ritardare l'emissione degli Stati di Avanzamento Lavori (S.A.L.) o dell'invio delle fatture; infine, al 17% delle imprese viene chiesto di rinunciare agli interessi di mora in caso di ritardo».

Debiti pregressi, restano 11 miliardi «incagliati»
Il decreto legge 35/2013 secondo l'Ance ha sostanzialmente funzionato, almeno nel settore monitorato dei lavori pubblici, perché a fronte di pagamenti previsti per 8 miliardi di euro 6,5 sono stati già effettuati, e solo 1,5 miliardi stanziati e non ancora pagati. Tuttavia - sottolinea l'Ance -
«le misure adottate si stanno esaurendo e hanno permesso alle pubbliche amministrazioni di pagare solo una parte de debiti accumulati (quelli più vecchi). Dei 19 miliardi di euro vantati dalle imprese del settore, solo 6,5 miliardi risultano pagati e 1,5 miliardi sono stati stanziati ma non ancora pagati alle imprese. Di conseguenza, 11 miliardi di euro di ritardati pagamenti alle imprese rimangono ancora senza una soluzione».

Pagare tutti gli arretrati e riformare il Patto di stabilità
L'Ance sollecita dunque ad approvare un piano per «pagare tutti i debiti pregressi, per evitare che gli arretrati ostacolino l'applicazione delle nuove regole comunitarie». Vanno inoltre cambiate le regole strutturali che hanno determinato la formazione degli arretrati, con particolare riferimento al Patto di stabilità interno.
Proprio i vincoli del Patto, infatti, sono secondo l'indagine Ance la causa prevalente dei ritardi di pagamento (nell'87% dei casi).


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