Lavori Pubblici

Torino-Lione, big europei in corsa per la prima gara del tunnel - Fra un anno altri bandi per 400 milioni

Maria Chiara Voci

Sarà aggiudicata in estate la licitazione di Ltf per l'avvio dello scavo sul lato francese - Il punto sulla nuova linea ad alta capacità con il commissario straordinario Mario Virano

I nomi non sono ancora noti e saranno riservati fino alla primavera. Ma da Ltf, la società che gestisce la progettazione della linea ad alta capacità ferroviaria Torino-Lione, non hanno dubbi: «alla prima gara per lo scavo del tunnel di base, già avviata da qualche mese, hanno partecipato tutti i big delle costruzioni europee».
L'appalto, del resto, è consistente: oltre 550 milioni, comprese una serie di lavorazioni opzionali, per bucare 9,5 chilometri di roccia che corrono, in Francia, fra le discenderie di La Praz e Saint-Martin-de-la-Porte. Un'opera che, formalmente, viene considerata ancora come uno studio preliminare (e per questo è finanziata dall'Ue con il 50% dell'importo), ma che nella pratica anticiperà già la parte «più difficile e complessa – spiega Mario Virano, commissario di Governo sulla Tav – dello scavo della galleria italo-francese, visto che il terreno in quel punto è friabile e meno compatto».
L'aggiudicazione dell'appalto ha ricevuto il via libera a Roma, durante il vertice di fine novembre fra Letta e Hollande e Ltf è stata autorizzata a procedere dalla Conferenza Intergovernativa, che si è svolta lo scorso 18 dicembre. «La gara – prosegue Virano – dovrà essere chiusa in estate. I lavori sono previsti nei primi mesi del 2015».

Ma non si tratta dell'unico cantiere che è ai nastri di partenza intorno alla Torino-Lione. Come ha spiegato il 30 dicembre lo stesso Virano, nel corso di una conferenza stampa convocata in Prefettura a Torino per fare il punto sull'opera e rispondere anche alle accuse di poca trasparenza che sono mosse da una parte del movimento No Tav contro l'Osservatorio, «insieme all'appalto sul lato francese, Ltf è stata autorizzata anche a predisporre i progetti ed espletare le gare per l'esecuzione di una serie di opere preliminari rispetto al tunnel di base e che devono essere effettuate entro il 2016». Si tratta, in particolare, del pozzo di ventilazione di Avrieux, in Francia, vicino a Modane, delle acquisizioni fondiarie sempre sul versante transalpino, della costruzione di un ramo della galleria che, fra Susa e Bussoleno, collegherà il cantiere alla linea storica, del trasferimento dell'autoporto di Susa e della pista di guida sicura e della realizzazione di uno svincolo autostradale a Chiomonte. «Lavori – spiega Marco Rettighieri, direttore di Ltf – che valgono all'incirca 400 milioni e che saranno a breve progettati e successivamente oggetto di singole gare d'appalto».

Oltre a mandare in gara le prime opere, il 2014 sarà anche un anno decisivo per la tratta transfrontaliera della Torino-Lione, che comprende la realizzazione della galleria di base e le due stazioni internazionali di St-Jean-de-Maurienne e Susa e nel complesso vale 8,3 miliardi, di cui il 40% saranno chiesti all'Ue. «A gennaio – prosegue il presidente dell'Osservatorio – il Senato italiano completerà l'iter approvativo dell'accordo Italia-Francia sulla linea. Entro giugno, data in cui è stata convocata una commissione intergovernativa, sarà predisposto anche il corposo dossier per chiedere all'Ue la copertura al 40% dei costi di realizzazione della linea».

Con la legge di stabilità 2014 sono stati, infine, ripristinati in massima parte i fondi che erano stati sottratti in due tranche (rispettivamente da crica 630 e 150 milioni) rispetto all'impegno di 2,7 miliardi assunto dall'Italia a copertura della sua porzione dell'opera.
La Lyon-Turin Ferroviaire, il cui mandato è prorogato fino al 2015, dovrà infine trasformarsi da società di progettazione (partecipata dalle Ferrovie italiane e francesi) a società promotrice, che vede azionisti in prima linea i due Stati e all'interno della compagine anche un rappresentante dell'Ue.

E' stato prorogato, infine, di tre anni (cioè fino al 2016) anche il mandato dell'Osservatorio sulla Torino-Lione, organo predisposto dal Governo per il confronto sull'opera ed entro gennaio sarà firmato il decreto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Un'attività quella di concertazione con il territorio – conclude Virano, rispondendo alle critiche dei movimenti opposti al Tav – che non è un obbligo, bensì è un di più rispetto alla legge Obiettivo e che viene svolta proprio per garantire il massimo coinvolgimento di chi vive e lavora in Piemonte e Valsusa».


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