Lavori Pubblici

Porto di Piombino: in arrivo 5 milioni di euro, ma si allungano i tempi per accogliere la Concordia

Silvia Pieraccini

Aggiudicati all'Ati Cmc-Sales i lavori da 82,3 milioni di euro previsti in attuazione del nuovo piano regolatore portuale

Si aggiunge un piccolo tassello al complicato mosaico che dovrebbe portare al completamento, entro giugno 2014, dei lavori di riqualificazione e scavo dei fondali del porto di Piombino, propedeutici all'arrivo (ancora incerto) per la rottamazione della nave da crociera Costa Concordia, naufragata all'isola del Giglio il 13 gennaio 2012. Sulla Gazzetta Ufficiale del 18 dicembre scorso è stata pubblicata la delibera Cipe dell'8 agosto 2013 con cui si autorizza il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti – uno dei firmatari dell'accordo di programma quadro (Apq) insieme con i ministeri dello Sviluppo economico, dell'Economia, dell'Ambiente, l'Autorità portuale di Piombino, la Regione Toscana e il Comune di Piombino – a utilizzare, per la quota di propria competenza, cinque milioni di euro di contributi residui (previsti dalla delibera 102/2012 e disponibili sul proprio capitolo n. 7060). Il trasferimento dei cinque milioni alla contabilità speciale intestata al commissario straordinario per gli interventi al porto di Piombino (il presidente della Toscana, Enrico Rossi) è subordinato alla completa copertura finanziaria dell'accordo di programma quadro, che prevede interventi per complessivi 133,1 milioni di euro.

Il "cuore" degli interventi – quelli in attuazione del nuovo Piano regolatore portuale per il rilancio della competitività del porto – sono stati aggiudicati in via definitiva dall'Autorità portuale di Piombino il 14 novembre scorso all'Ati Cmc-Sales per 82,3 milioni (per il 51% di competenza Cmc), pari a un ribasso del 20,2% sul bando da 102,8 milioni, di cui 101,250 per lavori. Il cantiere è in fase di allestimento, ma a questo punto i tempi per sperare di accogliere la Concordia, che a giugno lascerà le acque del Giglio, sono davvero stretti: il bando - in considerazione del carattere di urgenza dei lavori stabilito dal decreto del 26 aprile 2013 ("Disposizioni urgenti per il rilancio dell'area industriale di Piombino"), che ha riconosciuto l'area industriale della cittadina toscana in situazione di "crisi industriale complessa" - prevedeva 210 giorni per realizzare la prima fase dei lavori, necessari per accogliere il relitto della nave. Nel complesso i tempi contrattuali sono di 360 giorni naturali e consecutivi per realizzare l'area di recupero di suolo a mare, delimitata, lato mare dalla diga a scogliera nord e dall'argine sud e, lato terra, dall'esistente opera a gettata che delimita la seconda vasca di contenimento di sedimenti contaminati; realizzare il rilevato del terrapieno di radice della darsena nord attraverso il riempimento dell'area delimitata dalle opere a gettata con i materiali di risulta da dragaggio e la pavimentazione della porzione del piazzale adiacente la diga a scogliera nord; realizzare il molo nord, lungo 473 metri, di cui i primi 350 saranno costituiti da un'opera a scogliera con banchina interna (banchina est) dimensionata per un fondale di progetto pari a meno 20 metri, mentre i restanti 123 metri saranno costituiti da cassoni cellulari a tre file di celle imbasati a quota meno 12 metri su uno scanno in pietrame scapolo.
La banchina est sarà costituita da un palancolato metallico combinato (palo-palancola), composto da un palo in acciaio intestato alla profondità di meno 37 metri per una lunghezza complessiva di 38 metri e spessore variabile (tra i 26mm e i 32 mm) in funzione della profondità. Il palancolato intermedio è previsto con palancola del tipo Hoesch, lunghezza di 29 metri. Il sistema palo-palancola è previsto ancorato a una trave in cemento armato, posizionato a distanza di circa 38 metri, tramite tirante in acciaio (diametro 120) opportunamente protetto con viplatura. Tra i lavori da fare anche il prolungamento del molo di sopraflutto del porto di Piombino (molo Batteria) mediante la realizzazione di un'opera di difesa di lunghezza pari a 185 metri, posta a circa 40 metri dall'attuale testata, costituita da cassoni cellulari a tre file di celle imbasati a quota meno 14 metri su uno scanno in pietrame; il dragaggio a quota meno 20 metri dei fondali del canale di accesso, del bacino di evoluzione e dell'area a mare prospiciente la banchina est, per un volume complessivo di circa 2,9 milioni di m³. Il materiale dragato contaminato sarà conferito all'interno della vasca di colmata esistente, quello non contaminato sarà refluito all'interno della nuova area di recupero di suolo dal mare.


© RIPRODUZIONE RISERVATA