Lavori Pubblici

Piani «Campanili» e «Città», scuole, beni culturali: tre miliardi dalla revisione dei Piani 2007-13 - Intervista a Trigilia

Alessandro Arona

Approvata dal Governo la riprogrammazione dei fondi Ue che sposta 6,2 miliardi di euro dalle grandi opere incagliate a lavori a breve termine e misure per il lavoro, le imprese, le piccole opere

Grazie alla riprogrammazione dei fondi europei e nazionali 2007-2013 varata venerdì 27 dicembre dal Consiglio dei Ministri, per un totale di 6,2 miliardi di euro di risorse spostate su misure con spesa certa entro il 2015, sarà possibile sbloccare entro la metà del prossimo anno piccoli cantieri per tre miliardi di euro (di cui 2,2 miliardi nelle sole Campania, Calabria e Sicilia), per quattro filoni: 1) progetti del Piano 6mila campanili 2013, per un miliardo di euro; 2) progetti del Piano Città 2012, per 500 milioni di euro; 3) interventi su beni culturali e ambientali e promozione turistica, per un miliardo di euro, secondo le procedure di cui al decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145 (progetti presentati dai Comuni con popolazione fra 5.000 e 150mila abitanti); 4) edilizia scolastica per 500 milioni di euro, nell'ambito degli interventi di riqualifificazione e messa in sicurezza previsti dall'articolo 18 commi 8m, 8-bis e 8-ter del decreto Fare 2013.

Quella varata dal Consiglio dei ministri è l'ultima (almeno finora) riprogrammazione dei fondi Fesr 2007-2013 (per evitare di mancare i target di spesa al 31 dicembre 2015) ma anche dei piani Fsc (l'ex Fas) e del Piano azione e coesione, una complessa manovra così articolata: sono stati spostati di destinazione complessivamente 6,2 miliardi di euro, provenienti da: 2,2 miliardi dal Fondo sviluppo e coesione (ex Fas), 1,8 miliardi dal Piano azione coesione (risorse tolte dai co-finanziamenti dei piani Ue nel 2011-2012), 2,2 miliardi dalla riprogrammazione dei Por nelle regioni convergenza (in realtà solo Campania, Calabria e Sicilia, esclusa dunque la Puglia).
Sono state definanziate soprattutto grandi opere o comunque "grandi progetti" all'interno dei Por regionali, spostando le risorse su tre capitoli:

1) 2,2 miliardi per «Misure a sostegno delle imprese», con risorse dalla riprogrammazione Fsc. In particolare: 1,2 miliardi vanno a copertura della misura della legge di Stabilità per il fondo di garanzia del credito alle imprese, e un miliardo per l'autoimprenditorialità (la misura «Nuove imprese a tasso zero» prevista dal decreto legge Destinazione Italia);

2) 700 milioni a favore dell'occupazione giovanile (150 milioni) e femminile (200 milioni) e della ricollocazione di lavoratori disoccupati (350 milioni), misure finanziate con 700 milioni derivanti dalla riprogrammazione del Piano azione e coesione (Pac);

3) 300 milioni (dal Pac) per «misure per il contrasto alla povertà»);

3) tre miliardi euro per «misure di sostegno alle economie locali» (con 2,2 miliardi dalla riprogrammazione dei Por convergenza e 800 milioni dal Pac), tramite progetti di piccoli lavori immediatamente cantierabili, all'interno di tre capitol
i:
a) progetti già presentati dai Comuni nel «Piano Città» del 2012, per circa 500 milioni di euro; b) e nel «Piano 6mila Campanili» del 2013, con nuovi finanziamenti per un miliardo di euro; c) edilizia scolastica per 500 milioni di euro («riqualificazione e messa in sicurezza»: si tratta di un rifinanziamento dei piani per l'edilizia scolastica previsti dall'articolo 18, c. 8, 8-bis e 8-ter del decreto del Fare); c) valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali, compresi progetti di valorizzazione turistica (si tratta della misura prevista dal decreto legge 23 dicembre 2013, n. 145, Destinazione Italia), con un finanziamento per un miliardo di euro.

«Si tratta di opere - ha spiegato in conferenza stampa il ministro della Coesione territoriale Carlo Trigilia - da finire entro il 2014, o al più tardi entro il 2015».
Il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi
ha precisato che nel caso dei piani 6mila Campanili e Città i progetti dovranno essere cantierati entro il maggio prossimo.
«Si tratta di lavori - ha aggiunto Trigilia - che immettono subito domanda nel sistema economico. Per la natura dei fondi con cui vengono finanziati, tali interventi sarano orientati prevalentemente nelle regioni del Sud (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia), ma secondo stime Bankitalia su 100 euro investiti in opere pubbliche al Sud almeno 20-40 hanno effetto sull'economia del centro-nord».
«La decisione di oggi - ha aggiiunto Lupi - va nella direzione delle politiche infrastrutturali attuate da questo governo a partire dal decreto del fare: beneficiare sempre le opere a più immediata cantierabilità, e dosare in modo equilibrato le risorse a opere grandi e medio-piccole».

Le risorse (i 6,2 miliardi di euro) provengono per 2,2 miliardi da riprogrammazione del Fondo sviluppo e coesione (Fsc, l'ex Fas), per 1,8 miliardi da riprogrammazione del Piano azione e coesione (riutilizzo fondi nazionali tolti nel 2011-2012 dal co-finanziamento dei programmi Ue 2007-2013 in ritardo di spesa), per 2,2 miliardi da riprogrammazione di Por regionali 2007-13 in tre su quattro delle regioni "convergenza" (Campania, Calabria e Sicilia, esclusa dunque la Puglia). In quest'ultimo caso le risorse sono state riprogrammate rigorosamente all'interno della stessa regione.

Il ministro Lupi sottolinea in modo particolare l'effetto positivo del programma 6000 campanili: «Interventi infrastrutturali tra i 500mila euro e il milione di euro per i comuni sotto i 5000 abitanti. Sono opere di riqualificazione del territorio e che danno lavoro alle piccole e medie imprese locali. Abbiamo ricevuto oltre 5000 domande. Con i 100 milioni stanziati dal Decreto del fare ne abbiamo finanziate 115, altre ne finanzieremo con i 50 milioni aggiunti a questo fondo con la Legge di Stabilità, e prevediamo di potenziarlo ulteriormente nel corso del 2014. Ora, con il miliardo non speso e recuperato dai fondi strutturali europei per il Sud, risponderemo positivamente alle mille domande delle quattro regioni cui quei fondi erano destinati».
Gli altri 500 milioni di fondi strutturali europei riallocati in opere immediatamente cantierabili andranno a incrementare il Piano città, con il quale sono attualmente già stati finanziati 28 progetti.

Il documento del Ministro Carlo Trigilia


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