Lavori Pubblici

Expo, collegamenti a rischio: stop Tar ai lavori per la strada di Cascina Melata e metrò 4 al ralenti

Massimiliano Carbonaro

Ancora uno stop sulla realizzazione della famoso o famigerato Stralcio Gamma fondamentale per l'accesso all'area Expo: il Tar con un'ordinanza (2908/2013) ha ingiunto la sospensione dei lavori e messo in dubbio l'aggiudicazione della gara da 29 milioni di euro per la tratta di interconnessione Nord-Sud tra la S.S. 11 a Cascina Merlata e l'autostrada A4 (Torino-Milano). È la seconda volta che il tribunale amministrativo deve intervenire sull'assegnazione di quest'opera che non trova pace così il tempo per la sua realizzazione diminuisce e oramai siamo vicini al punto di non ritorno visto che si calcolano 520 giorni per il suo completamento.

L'opera è inserita tra quelle «connesse», incluse nel dossier di candidatura per l'evento internazionale che prende il via il primo maggio del 2015. Si tratta di un'infrastruttura che collega non solo il sito espositivo ma anche Cascina Merlata dove sorgerà il villaggio Expo all'autostrada A4 ed è propedeutica alla realizzazione di una passerella che scavalca la stessa autostrada. La stazione appaltante è la Provincia di Milano che già ha dovuto affrontare il tribunale amministrativo su questo fronte. Infatti la precedente gara con cui si appaltavano questi lavori è stata bloccata dal Tar perché tra i requisiti prevedeva che i pagamenti fossero differiti nel tempo. Per non accumulare ulteriore ritardo visto che la tratta deve essere finita entro marzo 2015 il commissario straordinario di Expo ha autorizzato la Provincia a bandire un'altra gara per l'affidamento dei lavori avvalendosi dei suoi poteri di deroga.

Adesso arriva una nuova tegola. L'appalto è stato aggiudicato nell'ottobre scorso ad un'ati, la GIMACO Costruzioni, ma il secondo classificato la LIS, ne ha richiesto l'annullamento al tribunale che per il momento ha predisposto la sospensione dell'aggiudicazione e lo stop dei lavori. Nell'ordinanza si legge che uno dei preventivi presenti nella documentazione del vincitore è stato considerato non autentico, questo «incide di per sé decisivamente sul rapporto fiduciario con la stazione appaltante – viene spiegato - costituendo elemento sufficiente a precludere l'affidamento di un appalto indipendentemente dalle contestazioni circa l'incidenza quantitativa ed economica di tale preventivo sull'importo complessivo a base di gara». Sostanzialmente la tesi della società ricorrente accolta dal Tar è che il preventivo non veritiero avrebbe falsato la gara e quindi in attesa di una successiva e approfondita analisi è necessario bloccare l'aggiudicazione.

Per l'assessore ai trasporti della Provincia di Milano, Giovanni De Nicola, siamo davanti ad una tesi che non regge. «Il preventivo – ha commentato l'assessore – non è un elemento dirimente nella valutazione della commissione di gara. Con o senza questo preventivo , che serviva a giustificare la congruità dell'offerta, non cambiava niente nel'aggiudicazione». In pratica si è discusso secondo De Nicola sull'affidabilità dell'esecutrice dell'opera piuttosto che sulla celerità della sua realizzazione. «Il fatto increscioso – ha continuato – è che siamo davanti ad una sorta di arditezza giuridica con cui si è privilegiato l'aspetto morale. Ma il documento non inficia la validità dell'offerta».

La decisione del Tar a questo punto mette in grave difficoltà la Provincia che il 23 dicembre ha presentato ricorso al Consiglio di Stato contro l'ordinanza, del Tar motivando che altrimenti non ci sono i tempi tecnici per la conclusione dei lavori. Secondo l'assessore esistono ancora dei margini per rispettare la data, ma sono sempre più esigui.

Arrivare al sito dove si svolgerà l'Expo del 2015 è una partita molto complessa e sempre più a rischio: anche sulla realizzazione delle prime due stazioni della nuova metropolitana di Milano, la M4 (complessivamente 1,6 miliardi di euro) aleggiano seri dubbi sul loro completamento nei tempi. Ma sono due lotti fondamentali perché servono a connettere l'aeroporto di Linate con la stazione dell'alta velocità di Forlanini con cui giungere poi all'area espositiva. Le due talpe però che devono scavare per circa tre chilometri sono appena partite e si calcola che ci vorranno solo per questa parte sette mesi di lavoro, poi c'è tutto il resto.


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