Lavori Pubblici

Fondi Ue, tornano le 120 assunzioni «qualificate» per l'Agenzia nazionale

Giuseppe Latour

Lo prevede un emendamento alla legge di Stabilità presentato dai relatori presso la Commissione Bilancio della Camera- Attuazione con un Dpcm

Rispuntano le 120 assunzioni di personale altamente specializzato nell'Agenzia per la Coesione territoriale. È quanto prevede un emendamento alla legge di Stabilità, depositato dai relatori giovedì presso la commissione Bilancio della Camera. Come annunciato nei giorni scorsi dal ministro competente per la materia, Carlo Trigilia la questione dei fondi strutturali irrompe così prepotentemente sulla scena della manovra a Montecitorio.

Queste assunzioni, in realtà, sono materia sulla quale si dibatte già da mesi. Erano state oggetto di discussione nel quadro del decreto sulla Pubblica amministrazione dello scorso ottobre (Dl n. 101/2013). Quel provvedimento istituiva l'Agenzia per la coesione territoriale, una struttura, immaginata per la prima volta dall'ex ministro Fabrizio Barca e definita dal suo successore, che avrà il compito di coadiuvare le amministrazioni locali nella gestione dei fondi europei. Cercando di risolvere i problemi che oggi rallentano l'impiego e la spesa delle somme messe a disposizione da Bruxelles. La struttura, però, nasceva monca. All'Agenzia, infatti, veniva assegnata una dotazione organica di 200 unità che, nella versione originaria del provvedimento, doveva essere in parte coperta con 120 assunzioni a tempo indeterminato di «unità altamente qualificate» nella materia dei fondi strutturali. Il Senato, però, dopo roventi polemiche, aveva deciso di tagliare quelle assunzioni.

Quel personale potrebbe rientrare dalla finestra, grazie alla manovra. L'emendamento appena depositato, infatti, prevede che, «ai fini del rafforzamento delle strutture della presidenza del Consiglio dei ministri, dei ministeri e dell'Agenzia preposti» a vigilare sui fondi strutturali, viene autorizzata l'assunzione a tempo indeterminato di un contingente di personale «nel numero massimo di 120 unità altamente qualificate». Un decreto del presidente del Consiglio dei ministri avrà il compito di definire «criteri e modalità di attuazione della presente disposizione, ivi comprese la selezione del personale».

La squadra di funzionari diventerà una pattuglia scelta, specializzata nella gestione del denaro di Bruxelles. L'emendamento prevede espressamente che non potrà essere destinata «ad attività diverse da quelle direttamente riferibili all'impiego dei fondi strutturali europei e al monitoraggio degli interventi cofinanziati dai fondi europei». Il costo dell'operazione è di 5,5 milioni di euro all'anno. Questo denaro nel 2014 e 2015 sarà coperto tramite risorse dei programmi operativi cofinanziati dagli stessi fondi strutturali. Dal 2016, invece, si pescherà nel fondo per gli interventi strutturali di politica economica.


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