Lavori Pubblici

D'Angelis (Infrastrutture): «Acqua, servono 25 miliardi di investimenti»

«La nostra rete di acquedotti - ha detto il sottosegretario Erasmo D'Angelis alla conferenza nazionale su regolazione servizi idrici - ha in media 35 anni di vita e perde un terzo di acqua per tubi colabrodo (500 milioni l'anno di euro di costi energetici sprecati per produrla e spingerla in rete). Sono complessivamente da rottamare o ristrutturare almeno 170.000 km di tubazioni, servirebbe posare 51.000 km di nuove reti. Le risorse che occorrono per recuperare i deficit sono enormi: almeno 25 miliardi di euro nei prossimi 20 anni, stima minima dell'Authority. Ma finalmente può partire un piano di investimenti di pubblica utilità a lungo termine sostenuti dalla norma che abbiamo inserito nell'allegato ambientale della Legge di Stabilità che prevede l'accesso al credito per le aziende grazie al nuovo Fondo di garanzia istituito in Cassa Conguagli».

«Quello idrico - ha aggiunto - è un settore anticiclico che può creare buona occupazione e rendere davvero universale un servizio che ancora non lo è. Il lavoro di stabilizzazione delle tariffe post referendum è importante anche come risposta al voto degli italiani. È stato eliminato il 7% della remunerazione del capitale investito dando certezze ai cittadini e alle aziende (al 97% pubbliche con quasi tutte le Governance nelle mani dei Sindaci) favorendo l'accesso al credito. Le nostre tariffe in media costano meno di 150 euro l'anno, le più basse d'Europa con 1-1,50 euro per metro cubo contro gli oltre 4 euro di Gran Bretagna e i 3 euro di Francia, Grecia, Svizzera o Finlandia e l'incremento medio tariffario nel 2012 è stato del 2,7%. Stiamo individuando – conclude il Sottosegretario - come propone anche Bortoni, nuovi strumenti finanziari da affiancare alle tariffe: fondi rotativi, hydrobond e project bond per rendere disponibili capitali da investire nel settore, utilissimi anche per rilanciare la nostra economia in crisi».


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