Lavori Pubblici

Realacci: «Torna l'imbroglio degli Stadi, firmato Brunetta»

«A volte ritornano: nascosta tra le centinaia di emendamenti alla legge di stabilità, c'è anche una proposta di modifica che utilizza la necessità di rinnovare gli impianti sportivi come un cavallo di Troia per interessi speculativi. Un assalto già respinto al Senato e che ora torna alla Camera». Lo ha affermato in una nota Ermete Realacci (Pd), presidente della commissione Ambiente della Camera.

«Oltre al testo governativo, di cui da alcuni giorni stanno circolando nuove bozze, è arrivato - ha proseguito Realacci - anche il testo ben peggiore firmato Brunetta. In ogni caso, l'emendamento per accelerare sulla costruzione di nuovi impianti sportivi si configura come una sorta di legge ad hoc per gli stadi, un tana libera tutti che prevede corsie preferenziali, deroghe ai normali iter autorizzativi e nuove previsioni edificatorie, anche residenziali, per sostenere la realizzazione di nuovi impianti. Presentato con l'alibi dell'adeguamento degli impianti sportivi, l'emendamento ha ben poco, se non nulla, a che fare con il calcio e più in generale con lo sport».

«Ma quello cui assistiamo - ha osservato ancora Ermete Realacci - è solo l'ultimo di una lunga serie di blitz: di analoga legge per accelerare sulla realizzazione degli stadi infatti si parla dal 2007, quando veniva collegata alla candidatura dell'Italia a organizzare Euro 2012, provvedimento poi presentato in Senato nel 2009. Oggi come allora si frutta la motivazione condivisibile di ammodernare gli impianti e favorire lo sport per proporre cubature di tutti i tipi, possibili aggiornamenti delle norme esistenti, inclusi i vincoli ambientali e idrogeologici».

Secondo l'esponente democratico «l'appello continuo all'emergenza serve solo per stravolgere le scelte delle amministrazioni, mentre i Comuni avrebbero tempo e modo di istruire le pratiche per vie ordinarie. Anziché presentare emendamenti inaccettabili alla legge di stabilità, mi auguro che dal Governo, e in particolare dal ministro Delrio, emergano orientamenti diversi e in sintonia con la sensibilità e gli interessi generali del Paese».


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