Lavori Pubblici

Anzianità e aumenti i nodi del contratto edili, domani uno sciopero di otto ore

Giuseppe Latour

Domani manifestazioni nelle piazze di Milano, Roma, Napoli e Palermo

Sciopero di otto ore nelle piazze di Milano, Roma, Napoli e Palermo. La giornata di venerdì 13 dicembre sancirà una spaccatura a suo modo storica nel settore delle costruzioni. Erano anni che i sindacati non portavano a questo livello di scontro la polemica con le parti datoriali. Anzi, nelle precedenti occasioni erano sempre scesi in strada insieme per protestare contro il Governo. Stavolta non sarà così; Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil si schierano compatte contro Ance e Coop, colpevoli (a loro detta) di tenere bloccate le trattative per il rinnovo del contratto nazionale di categoria, scaduto da oltre un anno.

All'origine dello scontro c'è la distanza tra le parti soprattutto su due punti, esplosa nel corso della riunione del 21 novembre scorso, quando il dialogo è stato interrotto: l'Anzianità professionale edile (Ape) e la parte salariale del rinnovo. L'Ape è una voce della retribuzione che viene erogata una volta all'anno a quegli operai che hanno maturato nel biennio precedente almeno 2.100 ore di lavoro. A pagarla è la cassa edile, sulla base dei versamenti ricevuti dalle imprese. L'Ance sta chiedendo di alzare il tetto che consente di accedere all'istituto, ma i sindacati bollano la richiesta come un tentativo di alleggerire le buste paga degli operai. Ancora peggio vanno le cose sulla parte salariale, con le imprese che si dicono indisponibili a definire aumenti contrattuali di qualsiasi tipo.

La proposta delle aziende su questi due punti è stata bollata dai rappresentanti dei lavoratori come «provocatoria ed indecente». E si è aperto lo strappo che ha portato allo sciopero. Adesso i sindacati si dicono disposti a negoziare un accordo «in linea con quelli già realizzati nei comparti del cemento, lapidei, laterizi e manufatti, legno, piccole e medie imprese edili, e con la trattativa in corso con il settore artigianato dell'edilizia». E, in una nota congiunta, accusano Ance e Coop di aver voluto rappresentare «la parte più conservatrice degli imprenditori che vuole uscire dalla crisi ridimensionando il ruolo del Ccnl, della contrattazione di secondo livello, della bilateralità, dei diritti dei lavoratori e delle regole necessarie ad una rigorosa competizione».

Ma non solo. Secondo le tre sigle, le imprese stanno rinnegando «il percorso comune che abbiamo iniziato nel 2009 con la sfida degli Stati generali delle costruzioni ed il manifesto comune sottoscritto dall'intera filiera per una edilizia basata su sostenibilità, legalità, qualità, regolarità del lavoro». Anche per questo motivo si scende in piazza. La protesta di Milano sarà chiusa dal segretario generale di Filca Cisl Domenico Pesenti. Quella di Roma dal segretario generale di Fillea Cgil Walter Schiavella. Mentre a Napoli sarà di scena il segretario generale di Feneal Uil Massimo Trinci. A Palermo, infine, arriveranno diversi segretari nazionali. Ai quattro appuntamenti presenzieranno delegazioni di operai provenienti da tutta Italia.


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